I sottili inganni dell'"ermetica dottrina"-una critica a Politica Romana, di Atticus

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politica romana crit. aCuriosando in una vecchia libreria del centro, sopra uno scaffale impolverato, era adagiato, seminascosto, un vecchio numero di “Politica Romana”, che comunque già conoscevo, ma l’impressione ricevuta in quell’istante è stata differente dalla prima volta che l’avevo tenuta tra le mani. Ora appariva datata e obsoleta, emanante quasi un senso di tristezza. Alcuni articoli, anche affascinanti magari, risultavano improbabili, belle favole prive di un riscontro concreto. Come sempre, ho pensato ci si trovasse dinanzi a dogmi senza fondamento ai quali dovresti credere per fede. Girando all’interno della libreria, mi sono imbattuto nell’ultimo numero della stessa rivista. Ed era davvero l’ultimo, almeno così era scritto. Ho iniziato a leggere. Tra le sue pagine ho rinvenuto una sorta di commiato del fondatore, Piero Fenili, figura alquanto controversa nell’ambito ermetico. Non esprimo giudizi in merito, non l’ho letto e tantomeno mi interessava farlo.

 

La prima cosa che ho notato, le dimensioni, molto modeste, e ancora una volta, un senso di stantio, di superato, si è affacciato alla mia mente. Scorrendo i fogli mi sono imbattuto nell’articolo di un certo Consolato. Ho fatto fatica a seguirlo, tanto era pesante, noioso e retorico. Mi picco di essere un discreto conoscitore di Ermetismo e quello scritto con la tradizione ermetica (termine oramai tristemente abusato), c’entrava come i famosi cavoli a merenda. Per quale ragione sia stato inserito dio solo lo sa o meglio, lo sa soltanto Fenili che a mio parere è stato poco accorto.  Interessante l’articolo di Dalla Rosa, serio e stimato studioso. Anche in questo caso, pur rinvenendo una autentica capacità di analisi e una sincera esposizione mirata a donare conoscenza, o quantomeno a indicare una possibile strada interpretativa rispetto a determinate dinamiche, sembra sprecato per questa pubblicazione. Inoltre, è inutile cercare di depurare un ambiente, quello ermetico, così infetto. Nei salotti dell’ermetismo speculativo si suggerisce l’abbattimento dell’ego e poi, invece, coloro che predicano tale operazione, alimentano l’ego a più non posso, assumendo “pose magistrali”. In questi ambiti si afferma di voler “uccidere” il maestro e poi si leccano i piedi al “maestro” (o presunto tale) di turno. Si grida a gran voce che non c’è bisogno di un maestro e al contrario lo si cerca disperatamente. Non ho mai seguito una via operativa e non vado a dire in giro che ne sono a conoscenza. Del resto, oggi basta possedere una laurea o essere un professore per detenere super-poteri e essere grandi iniziati. Le persone parlano e non sanno di cosa, inventano vie operative senza averle mai praticate. In poche parole, quelli che combattono un sistema logoro a loro volta lo ripropongono, sia per ambizione personale, sia per esaltazione e voglia di primeggiare e diventare le primedonne del momento. Tornando a “politica Romana” non sono andato avanti nella lettura e l’ho riposta dove si trovava. Ho scorto anche “Elixir” 14 e l’ho acquistato. Devo dire, sinceramente, che anche al suo interno vi erano degli articoli mistico-ermetici, come il commento ai “Versi Aurei di Pitagora” ad opera di Giustiniano Lebano. Sicuramente fascinoso ma ampolloso. Concetti inattuabili come quelli sdoganati dal Vangelo, ma l’Ermetismo non è una religione. Parole contrastanti con quella ventata di autenticità che si respira dentro il mondo di “Elixir”. Una rivista splendida che solo un editore di gran classe, poteva rendere viva e pulsante, simile ad un affresco dalle cromaticità infinite e dalle sfumature quasi impalpabili. Degno di nota l’articolo firmato dallo stesso editore, nel quale mi ritrovo pienamente. Molto intrigante anche lo scenario proposto da Roberto Luporini, davvero bello. Adesso, si sa, non l’ho mica letto tutto e sono certo che vi troverò altre collaborazioni di grande valore, vedremo. Auspico che un violento vento ermetico “vero” spazzi via tutta l’ipocrisia e il ciarpame che ancora si respira in questi ambiti. C’è bisogno di rinnovamento, di autenticità e di verità, l’unica cosa che conta veramente e che invece sembra tanto lontana dalla realtà cui assistiamo. Spero di vedere pubblicato questo mio intervento, visto che sentivo la necessità di dire la mia. Ho ritenuto opportuno non omettere nulla del mio sentire, auspicando di non cadere negli strali di potenti “maestri” con tanto di coda di paglia. Grazie in anticipo nel caso riteniate sia possibile pubblicarlo.