“Julius Evola: un filosofo in guerra – 1943-1945” – Gianfranco de Turris

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Ed. Mursia, 2016, pp. 228, € 18,00.

“Mancava un’opera di ricerca come questa che affronta uno dei passaggi più difficili, delicati e lacunosi, a livello di documentazione, di tutta la biografia di Evola”. G. Parlato

Tra l’agosto del 1943 e la fine della guerra Julius Evola, filosofo tra i più discussi dell’età contemporanea, si muove nell’Europa al collasso: da Berlino al Quartier Generale di Hitler nella Prussia orientale, poi di nuovo a Roma, come agente dietro le linee, dopo l’arrivo degli americani a Verona e poi a Vienna dove, sotto falso nome, si dedica all’esame di materiale massonico e dove viene ferito durante un bombardamento restando paralizzato. Un periodo sconosciuto della vita del filosofo ricostruito con minuzia di particolari e documenti inediti.

Il risultato è un saggio in cui, attraverso le vicende biografiche, si analizzano e si rileggono le idee di Evola per un progetto politico destinato al “dopo”. Le riflessioni sul fallimento del fascismo e del nazismo, la genesi del Movimento per la Rinascita dell’Italia, l’esoterismo, la visione politica e artistica si intrecciano in una trama che non ha niente da invidiare a una spy story, tra servizi segreti tedeschi, false identità, attività e viaggi misteriosi, ferite del corpo e dell’anima.

Gianfranco de Turris (Roma 1944) è giornalista e scrittore. Ha lavorato in Rai dove, per la redazione cultura del Giornale Radio, ha ideato e condotto il programma L’Argonauta (Premio St. Vincent 2004). Ha pubblicato una ventina di opere sia sulla letteratura dell’Immaginario (narrativa e saggistica) sia sulla critica culturale e di costume. Tra i massimi studiosi italiani di Julius Evola, è curatore della riedizione critica dell’opera omnia del filosofo per le Edizioni Mediterranee, con cui ha pubblicato Elogio e difesa di Julius Evola. Il Barone e i terroristi (1997).