La Tradizione Pitagorica Massonica - Arturo Reghini

Visite: 1157

Prezzo € 15,90

Gherardo Casini Editore

Pagine 287

Anno: 2010

Gli antichi manoscritti massonici concordano nell'indicare come fine della Massoneria quello del perfezionamento dell'uomo, del singolo individuo, e le prove iniziatiche, i viaggi simbolici, il lavoro dell'apprendista hanno un chiaro carattere individuale. Non esiste una dottrina segreta massonica ma esiste un'arte segreta, detta arte reale, od arte regia o semplicemente l'Arte; è l'arte dell'edificazione spirituale cui corrisponde l'architettura sacra. In essa, in particolare in quella sacra, avevano grande importanza le questioni di rapporto e di proporzione.

Non a caso i pitagorici hanno coniato la parola cosmo per indicare la bellezza del cosmo in cui riconoscevano una unità, un ordine, un'armonia, una proporzione e, tra le quattro scienze liberali del quadrivio pitagorico, cioè l'aritmetica, la geometria, la musica e la sferica, la prima stava alla base di tutte le altre.

In questo volume, unico nel suo genere, sono raccolti i numeri sacri della tradizione massonica, con una spiegazione esauriente delle rivelazioni più segrete. 

____________________ 

Arturo Reghini (Firenze, 12 novembre l878 - Budrio, 1 luglio 1946) matematico, filosofo, esoterista. Si laurea in matematica all’Università di Pisa, dedicandosi all’insegnamento della materia in vari istituti superiori in Toscana, a Roma e in Emilia Romagna. Nel 1898 entra nella Società Teosofica e ne fonda la sezione romana. Nel 1903, fonda a Palermo la 'Biblioteca Teosofica. Viene iniziato al Rito di Memphis a Palermo e successivamente, a Firenze, fonda la loggia “Lucifero”, alle dipendenze del Grande Oriente d’Italia. È riconosciuto come uno dei “padri spirituali” del Rito Simbolico Italiano, costituito all’interno del Grande Oriente d’Italia. Fondò diverse riviste nelle quali espresse le sue idee: Leonardo (1906), Atanòr (1924), Ur (1927) con Julius Evola e Giulio Parise, Ignis (1929). Ha ottennuto pubblici riconoscimenti dall’Accademia dei Lincei e dall’Accademia d’Italia per la sua opera sulla geometria pitagorica.