GIULIANO KREMMERZ E L'ENIGMA DELLA LOGGIA N

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Cristian COPERTINANel corso degli ultimi vent’anni, la storia dei movimenti esoterici è divenuta oggetto di grande interesse da parte del mondo scientifico, in particolare di quello nord e mitteleuropeo.

Si sono così moltiplicati i saggi scientifici dedicati a personaggi quali Eliphas Levi, Aleister Crowley, Papus, Stanislas De Guaita, Peladan, etc., finalmente sdoganati ed affrancati da quell’ostracismo morale che li aveva condannati ad una vera e propria damnatio memoriae.

Parafrasando Kennet Grant, Il risveglio della Magia di fine ‘800 e primonovecentesco ha finito per essere così interpretato, nell’ermeneutica accademica, come un’inaspettata insorgenza archetipica, seppur rivestita di una novella corteccia semiotica, del cosiddetto homo religiosus.

L’approfondimento gnoseologico delle dottrine filosofico-iniziatiche dei secoli XIX-XX non poteva prescindere da un certo interesse, peraltro piuttosto recente, maturato a livello internazionale attorno alla figura di Giuliano Kremmerz (al secolo Ciro Formisano da Portici, 1861-1930). Fondatore della Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam ed esponente di punta del cosiddetto ermetismo egizio-napoletano, le sue opere sono state negli ultimi anni oggetto di traduzioni in inglese, portoghese, spagnolo, francese ed ungherese.

Ciononostante, l’Ermetista campano resta una figura ancora troppo poco indagata e per molti aspetti enigmatica. Ciò si deve non solo ad una relativa scarsità di fonti di prima mano, ma alla presenza di un vero e proprio muro di gomma elevato dai contemporanei epigoni del Porticese, finalizzato ad arginare ogni tentativo di indagine rigorosa sul suo conto.

Le pubblicazioni di carattere storico edite a stampa ed online, elaborate da autori pur volenterosi, per quanto sovente privi di metodo di indagine filologica, hanno l’indubbio merito di avere aggiunto nuovi tasselli documentari alla storia dell’ermetismo partenopeo-nilense.

Tuttavia, le risorse primarie, talora presentate al pubblico con omissis, sono state non infrequentemente assoggettate ad interpretazioni parziali e strumentali, finalizzate a sostenere il monopolio dottrinario di un sodalizio su un altro, fra i tanti in Italia che si rifanno agli insegnamenti dell’Ermetista campano.

Le incessanti diatribe tra i seguaci di quest’ultimo, hanno così fatto perdere di vista la visione globale dell’esperienza kremmerziana, quale tentativo di portare alla ribalta una importante corrente filosofico-magica, tipicamente italico-mediterranea, che nulla ha da invidiare alle ben più note sorgenti iniziatiche di origine anglosassone e franco-germanica, per altro chiaramente influenzate dal pensiero ermetico italico. 

Tutto ciò premesso, scopo della presente pubblicazione è quello di dotare il lettore di un nuovo strumento di orientamento e di lettura della storia dell’ermetismo napoletano, modellato sul metodo di indagine scientifica.

Il testo, che esamina nello specifico le vicende del misterioso e controverso Ordine Osirideo Egizio sotto la cui protezione il Kremmerz intese porre la Fratellanza di Miriam, è il frutto di una lunga e non sempre agevole ricerca, avvalsasi di fonti primarie fino ad oggi inedite.

Le medesime sono attualmente conservate nell’Archivio della Loggia Ammonia N, fondata dallo stesso Kremmerz che, chi scrive, ha avuto il privilegio di consultare nella sua interezza.

Sono perciò in debito con il consegnatario di tale fondo, per avermi consentito di studiare le fondamentali evidenze documentarie ivi contenute.

A conclusione di codesta prolusione, sento il dovere di ringraziare quanti, a diverso titolo ma con pari dignità, hanno prestato il loro fondamentale ausilio alla realizzazione del testo.

La mia gratitudine vada agli amici e compagni di viaggio Giuseppe Maddalena-Capiferro, Luca Valentini, Pier Luca Pierini, Eugenio Barraco, Giuseppe Naviglio, Nicola Scardicchio e ad Antonio Porpora; a Maxime Manzari per le splendide fotografie di Alberto Russo Frattasi; a Davide Susanetti, professore ordinario di Letteratura Greca presso l’Università di Padova, per i consigli ed i suggerimenti metodologici;  a mia moglie ed a mia figlia, per il loro amore e per il loro incessante sostegno.

Sono infine riconoscente ai lettori; a quanti in queste pagine percepiranno il profumo di quelle ‘piccole bugie’, capaci di custodire quelle grandi verità senza tempo che, parafrasando il Kremmerz, dimorano sopra il pic­colo pianeta che abitiamo, e nelle infinità dei mondi animati, nei sistemi solari dell'Universo inconoscibile: chi sa quali ri­voluzioni spirituali nascondono le stelle scintillanti nell'azzurro cielo d'Italia, che sardonicamente, in calma apparente, guar­dano in eterno alla nostra povertà di niente! 

 Cristian Guzzo

ATTENZIONE: diretta streaming con l'Autore domenica 27 dicembre 2020 ore 21 sui canali social EreticaMente - Sapienza.