Giuliano Kremmerz

La Tradizione Hermetica

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PRIMA RITUARIA

1. Chi si avvicina alla pratica dei riti magici della nostra scuola deve essere tre volte puro e non dimenticare che l’ Unico Scopo a cui ogni sforzo o desiderio dev’essere diretto é la Medicina Ermetica per la salute del corpo e dello spirito dei sofferenti che si rivolgono alla nostra catena.

Purità di pensiero.

Purità di desiderio.

Purità di corpo.

Si è puro di pensiero e desiderio possedendo nel completo equilibrio del proprio essere il concetto, senza ombra, di far bene col più intenso senso di altruismo - senza sperare compenso di sorta, né in vanagloria né in mercantilità. Qualunque idea di vantaggio personale intorbida la purità di pensiero e di desiderio. Quindi compenso morale o materiale è lo stesso.

Se un uomo innamorato di una donna prega per la sanità di quella, non ottiene e non produce il piccolo

miracolo, se non converte il suo amore di innamorato nell’amore della madre che si immola per il figlio.

Nel paganesimo cristiano il sentimento del dolore è dato come mezzo di redenzione dai preti; invece il

simbolo occulto dell’amore senza compenso è dato dal cuore sanguinante del Cristo che dice: io peno per amore senza speranza di premio. La santità religiosa completamente passiva nella speranza di un premio dopo la morte non é pura. Perciò i santi religiosi sono rari come Francesco di Assisi e Benedetto di Norcia: sono impuri quelli che lasciarono nella loro storia orme di odio e di intolleranza.

Se vuoi essere puro di mente e di desiderio, domanda a te stesso: se l’infermità di colui pel quale opererò Iascia il corpo di lui per prendere il  mio, avrò la forza di soffrire invece di lui senza lamentarmi e senza pentirmene? — Se rispondi affermativamente, sei pronto ad ottenere i miracoli della più alta taumaturgia.

2.

Purità di corpo, come intenderla? Le antiche regole magiche dicono ciò che si prescrive al novizio, e che fu consacrato nella prima regola nella fondazione di questa Fratellanza. Cioè fare le proprie abluzioni tutte le sere - essere temperatissimi nel nutrimento - essere casti. Questo antichissimo monito é diventato di dominio delle religioni, e chi si è affrettato in nome della scienza a far parte di una Fratellanza laica, trova ora trasfusa in questa nostra la prescrizione del cristianesimo,che quindi deve elementarmente

essere illustrata da un punto di vista scientifico e non ascetico.

La magia elementare, concepito l’uomo unità come analogo alla grande unità dell’Universo, pone tutte le sue inibizioni in base alle leggi analogiche delle cose e degli atti che si compiono; così per tutti i riti purificatori. Il simbolo della lavanda é analogico all’apparente virtù dell’acqua che monda la pietra che bagna; quello dei digiuni é analogo alla liberazione dalle ostruzioni; quello della castità allo stato libero, non di

passione concupiscente - perché passione vuol dire patimento, quindi turbine dell’essere umano e stato di non equilibrio. Invece la religione di lavande rituali non dà prescrizione; spiega i digiuni con la penitenza, e la castità col peccato. L’educazione ermetica, che comincia col noviziato, precetta come regola obbligatoria al novizio praticante:

Abluzioni. — Simboliche, analoghe e magiche. Lavati per render con l’atto, che compie la tua mano, non

solo monde le carni e i sensi esteriori, ma soprattutto il tuo essere nascosto che nel giorno ha ricevuto

impressioni impure.

Sii per abitudine temperante — e compi il digiuno del novilunio mangiando una volta sola -- perché tu

sappia che nel primo giorno la luna nella sua apparizione é verginale, innocente e pura analogicamente al corpo lunare o astrale dell’uomo, che all’atto della sua nascita è senza le stimmate della nuova vita umana. Digiuna pensando che come la luna falcata (che l’immagine dell’Immacolata porta ai piedi, come se

nascesse da un utero puro) il tuo corpo lunare specchi la verginità pura della rinascenza.

Sii casto, cioè non concepire lo stato di turbamento della passione, né obbedirvi, né provocarlo, né

saziartene.

3.

La castità assoluta é uno scoglio nella vita sociale moderna e per temperamenti non ascetici, e per le

persone coniugate - quindi la regola prescrive:

1. Assoluta castità pei giovani e per le giovani ascritte al noviziato ermetico. Né pratica né idea impura.

2. Le persone coniugate mantenersi libere da ogni sentimento di servitù e di abitudine, e compire non

doveri ma dedizioni di amore, fedeli al patto coniugale che per nessuna causa deve essere tradito.

Fisiologicamente la castità negli adulti dà una grande riserva economica di forze e di materiale alla elasticità costante del corpo lunare. L’irradiazione nervosa esteriore (aura) diventa più intensa e le qualità

magnetiche più attive.

4.

Le donne nelle condizioni fisiologiche lunari sono ritenute impure - quindi non devono praticare i riti fino alla ventiquattresima ora posteriore al ritorno dello stato normale.

5.

Chi tocca il cadavere di un uomo é considerato egualmente come impuro in tutte le regole magiche d’indole terapeutica. Nel quaderno ultimo degli anziani, che dà gli elementi della concezione di terapia

magica, si indicherà come e perché si diventa impuro, e la breve pratica larvale di purificazione.

6.

Il digiuno non compiuto interdice dall'esecuzione dei riti e delle operazioni pei 28 giorni successivi.

La donna in periodo di gestazione o di allattamento nella nostra regola può mangiare quanto e quando

voglia, ma né dopo il tramonto né prima dell'alba, nel solo giorno del novilunio.

7.

La regola della Fratellanza, costituita a base della Scuola Ermetica, deve essere rispettata e seguita dai

novizii e dagli anziani senza discussioni, e senza sofismi, perché prepara le Regole dei gradi più avanzati.

Non vi è niente di inutile e niente di esagerato che possa essere corretto dalla discussione.

8.

I riti, egualmente, devono essere eseguiti come sono, senza alterazioni. Sono tradizionali, magici e con

fondamento analogico; quindi non sono formule di preghiera religiosa, e nel senso religioso sarebbe oziosa qualunque spiegazione se se ne domandasse - poiché è dovuto alla natura magica della operazione la virtú del rito che provoca un risultato.

I riti magici di formazione e concezione scientifica quanto più antichi e più usati tanto più hanno valore - come se il loro ripetersi meccanizzasse potentemente la virtù della prima e originale intenzione. Quindi è perdita di tempo analizzarli nelle particolarità che fanno un tutto con l’insieme.

9.

Oltre le operazioni cerimoniali solitarie o cumulative o fatte collettivamente da più, sono egualmente

rituali:

i caratteri

le cifre

le sigle.

I caratteri sono segni evocatori di forza e idee viventi nell’Astrale o che si devono proiettare in astrale. Sono composti di antichi alfabeti, o da segni che hanno perduto il significato volgare per acquistare un valore magico. I documenti magici ed ermetici antichi ne hanno in tale copia che il farne dei nuovi sarebbe ozioso, mentre gli antichi per l’uso hanno maggior valore.

Le cifre sono caratteri monoverbi di assoluta corrispondenza col nome di un genio o eone, o con la sua potestà - oppure sono semplici condensatori di virtù specifiche delle individuazioni degli spiriti elementari.

Le sigle sono caratteri potenziali talismanici di proprio valore accertato e sono di spettanza dei più alti gradi dell’ermetismo; e non si concedono perché, tracciati anche da un profano, inesorabilmente producono il loro effetto.

Per compiere un rito non occorre stato di fede. E' necessario solo che venga eseguito senza alcuna alterazione di forma, con tutta la precisione opportuna, come il contadino, che va nel suo orto, nasconde un seme nella terra e aspetta che diventi pianticella e poi albero.

L’effetto del rito generale e comune a tutti si deve riflettere sulla grande catena dell'anime oranti componenti la Miriam. Più forte è la corrente di tutti i fattori e piú potenti sono gli aiuti terapeutici che da essa emanano e di cui può fino dall'inizio giovarsi ogni praticante, appena in conoscenza dei primi rudimenti di medicina integrale.

10.

Ho detto che i riti si possono praticare senza stato di fede. Non però i riti ermetici per gli infermi, nei quali è indispensabile quello stato di amore puro per gli infermi o per l'infermo per il quale si opera, cioè la purità di mente e di desiderio come ho detto al paragrafo 1.

Tutte le anime oranti e praticanti, rivolte ad un fine comune con purità d’intento e di concetto

costituiscono una catena, un vero circuito potente di forza animica, che attratta da chi soffre produce un doppio bene: una corrente di fluidi benefici e simpatizzanti, e una condizione specifica di ambiente

per il quale è possibile alle intelligenze, agli eoni e ai genii, numi di questa grande arca occulta, di manifestarsi coi doni della pace dell’anima e della sanità dei corpi egri e sofferenti.

11

Per attirare a sé la virtù di questa catena ideale, per farla convergere su di un infelice che si rivolge a te,

occorre che operando tu diriga il tuo pensiero al Capo della catena, il quale ne rappresenta il centro, e quando avrai ottenuto un po’ o molto o moltissimo bene, ricordati che né tu, né il Capo di questa

fratellanza, avete compiuto né piccolo né grande miracolo, ma che è la Miriam che ha prodotto ogni bene.

12

Rituali della nostra catena sono la vestaglia di lana rossa con cappuccio ampio per celarvi il capo e le

 maniche capaci di nascondervi le mani, più un laccio o cordone di seta rosso fiamma a tre nodi per cingere la vita (1).

La vestaglia ti isola dal mondo profano.

Il cordone, coi tre nodi, ti unisce alla catena ermetica e ai tre mondi superiori, a cui l’umanità aspira per acquistarne i poteri e la giustizia.

- (1) Per il rito quotidiano e per quello lunare è sufficiente il cordone. Per gli altri riti è

consigliata anche la vestaglia.

RITO QUOTIDIANO SINGOLO, CRISTIANO-EGIZIO (comune a tutti gli iscritti):

La giornata

La giornata s’intende incominciata dal levarsi del sole.

Le ore da preferirsi per la preghiera del nostro rito sono:

Ora 1°. Un’ora precedente la levata del sole.  Ora 2°. Tre ore dopo la levata del sole. Ora 3°. Al mezzogiorno astronomico segnante il passaggio del sole pel meridiano del luogo. Ora 4°. Ora terza precedente il tramonto. Ora 5°. Ora del tramonto.

 Queste sono le ore in cui si prega e si opera, con la faccia rivolta ad oriente la mattina (ora 1°. e 2°.) al sud (ora 3°.) e all’0vest (4°. e 5°.). Di notte da preferirsi la quarta ora dopo il tramonto del sole e la quarta

precedente la levata del sole, con la faccia rivolta a settentrione.

Le abluzioni sono obbligatorie prima della preghiera mattutina e la sera prima di addormentarsi.

La preghiera comincia con lo scongiuro della formula magica della croce essenica, composta di cinque nomi letterali della manifestazione della virtù intelligente.

N.B – Il praticante porti la destra successivamente alla fronte, all’ombelico, alla spalla sinistra, alla spalla destra ed al cuore, pronunciando le cinque parole nell’ordine predetto: “ El, Yah, Aglà, Ehyeh, Shadday “.

( Pronunzia: el, ià, aglà, eié, sciaddài).

Dal 21 marzo al 21 giugno i cinque nomi rimangono al posto dove sono, segnati nella figura, ma al 21

giugno, si spostano tutti di un quadrante, cosicché El va al posto di Ehyeh, Aglà al posto di El, Ehyeh al posto di Yah e Yah al posto di Aglà. Al 21 settembre accade un nuovo spostamento di un quadrante nello stesso senso, ed al 21 dicembre uno spostamento ancora, sino al 21 marzo del nuovo anno, in cui El ritorna al

primitivo suo posto.  Praticamente:

Dal 21 marzo al 20 giugno: El - Yah - Aglà - Ehyeh - Shadday

Dal 21 giugno al 20 settembre: Aglà - Ehyeh - Yah - El - Shadday.

Dal 21 settembre al 20 dicembre: Yah - El - Ehyeh - Aglà- Shadday.

Dal 21 dicembre al 20 marzo: Ehyeh - Aglà - El - Yah - Shadday.

Come si osserva, ad ogni stagione la “ Croce “subisce la rotazione di un quadrante di circolo.

Queste cinque parole si pronunziino con grande intensità come la più potente invocazione taumaturgica e santa, e si ripetano tre volte. Indi si recitino le tre orazioni o salmi che sono riportati più innanzi - col pollice si traccia a terra o sul piano di una tavola il doppio triangolo che forma il pentacolo della nostra fratellanza; poscia ponendosi con le braccia aperte si pronuncia con precisione il nome o i nomi degli ammalati,

conchiudendo:

per la tua virtù che il tuo spirito di sanità li guarisca; che il tuo angelo della forza li risollevi; che gli spiriti del male si disperdano e che Miriam trionfi nella felicità dei poveri e degli afflitti che ricorrono a te. Questo sia per El per Yah ecc. ecc. (vedi testo riportato in seguito) ripetendo a conclusione la croce magica per altre quattro volte.

Chi può indossare la sua veste, faccia la sua preghiera in piedi, con le braccia aperte in maniera che il corpo e le braccia rappresentino una croce; durante tutto il tempo in cui si prega con intensità per l’infermo, bisogna mantenere la posizione verticale e le braccia aperte, come formanti una croce.

Chi cinge il solo cordone può tener levata in alto la sola destra.Tracciando il pentacolo della Miriam,

il praticante, traccerà nel mezzo di esso il carattere o la cifra del genio corrispondente al suo numero, e che gli venne assegnata nella pagella di ammissione.

Questo segno per restare individuale occorre non comunicarlo o farlo vedere a nessuno, o sia iscritto alla scuola o no.

Ecco le tre preghiere (Salmi):

(Salmo 19)

2 - Exaudiat te Dominus in die tribulationis; protegat te nomen Dei Jacob.

3 - Mittat tibi auxilium de sancto, et de Sion tueatur te.

4 - Memor sit omnis sacrificii tui, et holocaustum tuum pingue fiat.

5 - Tribuat tibi secundum cor tuum, et omne consilium tuum confirmet.

 6 - Lætabimur in salutari tuo; et in nomine Dei nostri magnificabimur.

7 -  Impleat Dominus omnes petitiones tuas; nunc cognovi quoniam salvum fecit Dominus christum suum.

Exaudiet illum de cælo sancto suo, in potentatibus salus dexteræ ejus.

8 - Hi in curribus, et hi in equis; nos autem in nomine Domini Dei nostri invocabimus.

9 - Ipsi obligati sunt, et ceciderunt; nos autem surreximus, et erecti sumus.

10 - Domine, salvum fac regem, et exaudi nos in die qua invocaverimus te.

(Salmo 21):

2 - Deus, Deus meus, respice in me: quare me dereliquisti? longe a salute mea verba delictorum meorum.

3 - Deus meus, clamabo per diem, et non exaudies; et nocte, et non ad insipientiam mihi.

4 - Tu autem in sancto habitas, laus Israël.

5 - In te speraverunt patres nostri; speraverunt, et liberasti eos.

6 - Ad te clamaverunt, et salvi facti sunt; in te speraverunt, et non sunt confusi.

7 - Ego autem sum vermis, et non homo; opprobrium hominum, et abjectio plebis.

8 - Omnes videntes me deriserunt me; locuti sunt labiis, et moverunt caput.

9 - Speravit in Domino, eripiat eum: salvum faciat eum, quoniam vult eum.

10 - Quoniam tu es qui extraxisti me de ventre, spes mea ab uberibus matris meæ.

11 - In te projectus sum ex utero; de ventre matris meæ Deus meus es tu:

12 - ne discesseris a me, quoniam tribulatio proxima est, quoniam non est qui adjuvet.

13 - Circumdederunt me vituli multi; tauri pingues obsederunt me.

 14 - Aperuerunt super me os suum, sicut leo rapiens et rugiens.

15 - Sicut aqua effusus sum, et dispersa sunt omnia ossa mea: factum est cor meum tamquam cera

liquescens in medio ventris mei.

16 - Aruit tamquam testa virtus mea, et lingua mea adhæsit faucibus meis: et in pulverem mortis deduxisti me.

17 - Quoniam circumdederunt me canes multi; concilium malignantium obsedit me. Foderunt manus meas et pedes meos;

18 - dinumeraverunt omnia ossa mea. Ipsi vero consideraverunt et inspexerunt me.

19 - Diviserunt sibi vestimenta mea, et super vestem meam miserunt sortem.

20 - Tu autem, Domine, ne elongaveris auxilium tuum a me; ad defensionem meam conspice.

21 - Erue a framea, Deus, animam meam, et de manu canis unicam meam.

22 - Salva me ex ore leonis, et a cornibus unicornium humilitatem meam.

23 - Narrabo nomen tuum fratribus meis; in medio ecclesiæ laudabo te.

24 - Qui timetis Dominum, laudate eum; universum semen Jacob, glorificate eum.

25 - Timeat eum omne semen Israël, quoniam non sprevit, neque despexit deprecationem pauperis,

nec avertit faciem suam a me: et cum clamarem ad eum, exaudivit me.

26 - Apud te laus mea in ecclesia magna; vota mea reddam in conspectu timentium eum.

27 - Edent pauperes, et saturabuntur, et laudabunt Dominum qui requirunt eum: vivent corda eorum in sæculum sæculi.

28 - Reminiscentur et convertentur ad Dominum universi fines terræ; et adorabunt in conspectu ejus universæ familiæ gentium:

29 - quoniam Domini est regnum, et ipse dominabitur gentium.

30 - Manducaverunt et adoraverunt omnes pingues terræ; in conspectu ejus cadent omnes qui descendunt in terram.

31 - Et anima mea illi vivet; et semen meum serviet ipsi.

32 - Annuntiabitur Domino generatio ventura; et annuntiabunt coeli justitiam ejus populo qui nascetur, quem fecit Dominus.

(Salmo 101)

2. Domine, exaudi orationem meam, et clamor meus ad te veniat.

3. Non avertas faciem tuam a me : in quacumque die tribulor, inclina ad me aurem tuam ; in quacumque die invocavero te, velociter exaudi me.
4. Quia defecerunt sicut fumus dies mei, et ossa mea sicut cremium aruerunt.

5. Percussus sum ut foenum, et aruit cor meum, quia oblitus sum comedere panem meum.
6. A voce gemitus mei adhaesit os meum carni meae.
7. Similis factus sum pellicano solitudinis ; factus sum sicut nycticorax in domicilio.
8. Vigilavi, et factus sum sicut passer solitarius in tecto.

- Dire l’elenco dei malati (nome e cognome, maternità e data di nascita del malato, nome della  malattia) - e

concludere così:

”per la tua virtù, che il tuo spirito di sanità... (1) guarisca, che il tuo angelo della forza... (1) risollevi,

che gli spiriti del male si disperdano., e che Miriam trionfi nella felicità dei poveri e degli afflitti che

ricorrono a te. Che non venga mai meno l'aiuto alla nostra Fratellanza di Miriam affinché il Capo Invisibile di essa non abbandoni questa terra ed il Capo visibile abbia forza e virtù per lavorare indefessamente alla diffusione della Grande Opera, che la Provvidenza del Cielo e la carità dei buoni non

dimentichino i bisogni della Fratellanza e dei nostri poveri infermi, che in mezzo a noi la causa dei poveri e degli afflitti nessuno tradisca, vilipenda o prevarichi, e che l'amore per il Bene unisca tutti i Fratelli in una catena di affetto e di solidarietà grande.

Questo sia per …… (2).”

Chi non compie il rito individuale nella ora scelta o non lo compie nell’ora seguente stabilita come rituale, s’intende interdetto nelle 24 ore successive e non può compiere altra operazione qualsiasi.

Le donne in stato di impurità non devono compiere il rito quotidiano, fino alla 24° ora dopo il ritorno allo stato normale come si è già detto nelle avvertenze preliminari, e che qui ripeto perché non avvengano

errori.

(1) Lo, la, li, le a seconda dei casi.

(2) El-Yah-Aglà-Ehyeh-Shadday (pronunziare i nomi a seconda delle stagioni, mentre si fa la Croce essenica; come detto innanzi, tale segno va ripetuto quattro volte a chiusura del Rito).