Giuliano Kremmerz

La Tradizione Hermetica

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Primo contatto essendo l'Occulto Nero, le prime raffigurazioni che al mista si additano, non sono già le entità quali enti veri e propri, (tale ri-velazione va accennata come prospettiva da compiere gradualmente) ma le categorie, i punti d'orientamento che gli servano da guida (e il Nume solo sa se egli ne ha e ne avrà, nel corso del suo lungo viaggio, bisogno).

In un certo senso si può dire che, siccome la percezione dell'essere del piano invisibile non è alla portata dell'iniziato o iniziante, dapprima, onde non sia sviato, gli si additano sotto forma di virtù o di categorie dello spirito, le stesse forme in cui e sotto cui le Intelligenze vengono classificate (vd. Sephiroth). 

Le Virtù, che si dispongono e si ripartiscono in raggi dell'Assoluto, sono da considerare come CANALI e ogni canale attraverso il piano della soggettivazione-esistenza intrinseca dell'essere trans — umano — si intride di relatività, si oscura come una lente che si appanni (cfr. la concezione plotiniana del progressivo sbiadirsi dei quattro mondi o piani fino al terreno). Insomma: si uniscano i due piani dell'Intelligenza e della Natura in uno unico e si comprenderà il senso di quell'Unico Piano Astrale Nero od Oscuro che qui prospetto.

Mi piace, ad esempio, qui riportare un inedito del Kremmerz dal suo Corpus Philosophicum totius magiae restitutum, in cui si svolgono, sia pur con stile e classificazione discutibili, le verità fondamentali della magia; struttura quaternaria del micro e del macro cosmo — coscienza magica del reale — superamento del credo religioso — moti fluidici e mentali nell'atto sessuale — riti di purificazione nei dodici segni zodiacali — genii della tradizione (caldea) — cifre benefiche e malefiche (queste ultime non saprei davvero perché le abbia messe).

Fondo tutta la tavola kremmerziana.

 

Il Kremmerz precisa che i quattro spiriti non sono entità oggettive ma valori soggettivi nell'uomo. Al volgo, però, non ha da essere rivelato questo mistero, perché non perda il vincolo, senza peraltro nulla guadagnare, con idee di morale, tolleranza, carità etc. insite nell'idee di tali spiriti. Il Kremmerz, che pur ha parlato esplicitamente degli esseri invisibili (dèi, intelligenze etc.) collegandoli esplicitamente ai rituali magici da lui prescritti, riesumati, appercepiti in veggenza, verbigrazia letti, nell'astrale (vd. Porta Ermetica) - nel Corpus, che per strana vicenda riteneva da mantenere segreto, dice delle entità in modo assai più velato e chiuso che non nella sua opera divulgata (la Porta Ermetica). Il senso esoterico si evince, chiaramente, dalla raccomandazione dell'Autore di non anticipare la nozione dell'essere come corporeità invisibile perché dapprima il mista deve liberarsi dall'illusoria credenza che entità divine o diaboliche antropomorfe presiedano, come tali, all'uomo, il quale, come tale, nella sua struttura impura, samsarica, potrebbe pretendere di prendere con esse contatto, apparentemente da umile postulante, in realtà da padrone... Ma, che si debba procedere cauti non significa che ci si debba fermare, altrimenti per chi voglia iniziarsi alla magia ciò rappresenterebbe ostacolo psicologico che lo ricaccerebbe su quel Piano Astrale Nero che egli vorrebbe attraversare. E che ciò corrisponda, anche, alla tecnica magica, viene dal fatto che solo in virtù di un magisterio il Genio, il Nume, l'Entità eonica, contatta l'evocatore. Se entità eoniche altrimenti si manifestano, o sono di natura diabolica, o chi le evocò, inconsciamente, aveva nel suo essere un po' di pece iniziatica. In altri termini: il Raphael non esiste come tale, ma esistono le entità che chiameremo empiricamente raphaeliche, del rispettivo piano. Certo non è facile il passaggio trifase di liberarsi dapprima dalla credenza delle entità religiose in senso lato e anche spiritistico, poscia comprendere i legami che esistono fra gli stati psicologici ed i piani, infine percepire le entità come tali, non prima però di aver consolidato in sé la coscienza delle categorie mentali, di moto mentale « ad ulteriora » e cioè la sicurezza della navigazione della barca di Amon-Ra sullo e nello Amenti. Si potrebbe anche dire in paradosso apparente, che le entità «non sono sensibili» alla evocazione dell'uomo fino a che questi non riesce a stabilire un canale diretto col loro piano. Fino a tal punto, sia i raggi (sephiroti) che promanano dal mondo dell'archetipo sia le invocazioni, NON SI INCONTRANO, ma divergono, si attorcigliano, si spostano in mille direzioni, rimbalzando, ruotando, echeggiando anche nel più elevato dei piani, cioè il celeste degli umani, in vortice, creando nuove illusioni, nuovo Karma, fato, fabula. Donde il rituale Magico, in uno con la purificazione-preparazione, costituisce appunto il sussidio, rappresenta la barca, per attraversare l'Amenti, che come Inferi è tutto ciò che umanamente si frappone alla percezione e alla presa di contatto col piano delle entità.

Naturalmente è per comodità espositiva che pongo come del tutto illusorio l'Astrale Nero. Volendo approfondire, dovrebbe dirsi che le entità del piano Astrale Nero sono negative o neutre, in quanto non essendo ritualmente relegate al piano Astrale Bianco o Positivo, delle iniziazione e della Gnosi, pur essendo viventi, reali, non stati psichici, ma esseri veri e propri, autonomi, sono illusorie non per la loro consistenza, bensì per la loro azione, che fomentando le umane passioni, risospinge, verso la visione illusoria del mondo o verso la semplicistica concezione dell'io, il navigante, traverso l'Amenti o Palude Stigia. Ed è frequente, proprio, la reazione del mista, che a un certo momento respinge verso il razionale le intuizioni o ispirazioni o percezioni fugaci e ritorna alla concezione «psicologica» per cui le entità non esistono, ma esiste solo il forum della propria spinta introspettiva del proprio essere. Caso di molti discepoli del Kremmerz. Ma, allora, (il mista) se anche ebbe fugaci contatti con entità astrali, definitivamente li perde ipso facto.