Giuliano Kremmerz

La Tradizione Hermetica

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Il poco di idee generali è sparso nei ventidue articoli del Fascicolo B, ciascuno dei quali, per la profonda dottrina che racchiude, può ben dirsi una gemma preziosa della corona iniziatica, staccata con mano prodiga e donata da J. M. Kremm-erz ai discepoli della Schola.

Essi convergono tutti verso lo studio dell'uomo occulto, fissando, in una rapida analisi, alcune verità fondamentali, che appaiono insoddisfacenti e brevi, perché — lungi dal posare a Maestro docente — il Kremm-erz intendeva affidarne lo sviluppo e l'integrazione alla pratica stessa dei suoi discepoli, disvelatrice del vero, e non alla sua autorità di iniziatore. Lo schema della struttura generale dell'uomo, interessantissimo, tradizionale e magico, è riprodotto nell'articolo tre del fascicolo in parola, mentre un cenno sulla sua funzionalità, o fisiologia occulta, e sullo sviluppo possibile dell'uomo sul piano iniziatico è riportato nel successivo articolo quattro.

Trattasi dei quattro corpi commisti nell'uomo comune, i quali — è bene notarlo — sono quattro corpi vivi e perciò quattro modalità di esistenza dell'uomo stesso, confuse in un individuo solo, la cui unità, o riflesso, o IO, ne risente ed esprime variamente l'influenza, secondo che più distintamente è dominata dall'uno o dall'altro.

Di qui il variare continuo degli umori umani, degli orientamenti di coscienza, dei determinismi occasionali, degli stati emotivi, dei decorsi affettivi, dei dinamismi personali, dei sentimenti, delle passioni, delle idee e dello stato di salute fisico e psichico.

Il tutto intrecciato in un dramma incessante che coinvolge personaggi importanti, come il pensiero, l'intelletto e la volontà, i quali si giocano disinvoltamente il destino presente e futuro dell'individuo, incapace, in genere, di dirigere la rappresentazione a proprio profitto.

Il Maestro J. M. Kremm-erz attribuisce una genesi saturniana ai corpi lunare e mercuriale, perché li considera entrambi come un'emanazione sempre più attenuata del corpo fisico, il quale, per la sua natura, cioè per gli elementi che lo costituiscono, presi a prestito dal pianeta che lo ospita, partecipa della vita di questo e ne risente fortemente l'influenza.

Uomo = humus = terra. Ciò significa che comunemente sensazioni e pensiero provengono da impressioni prevalentemente telluriche, cioè del corpo fisico, che le attinge alla sfera limitata del mondo circostante. Ma non vi è nella Grande Sintesi Unitaria dell'Uno Universo alcuna cosa esistente che non partecipi della vita universale e, pertanto, in consonanza con essa, si rivela nell'uomo un principio recondito, sopraffatto dalla sua natura specifica, che è il suo IO solare, estremo opposto dell'IO a tinta strettamente saturniana, che parla in lui con la possanza di un Nume e lo irradia di una Luce, o stato vibratorio incendivo della mente, proporzionale alla detersione dei corpi lunare e mercuriale, che ne sono i comuni veicoli recipiendari. I due estremi, dunque, solare e saturniano, sono in opposizione ed in conflitto fra di loro e l'uno tendente alla distruzione dell'altro, perché rispettivamente costituiscono l'universale e l'individuale, ciascuno inesorabile assertore del proprio fine.

Ecco perché, vivendo in istato di esuberanza animica, si attenta alla propria salute fisica, come affogando nella carne i diritti dell'anima, si preclude la vita allo spirito divinizzante. Ma se il corpo fisico è il generatore degli altri due, cioè ne costituisce la matrice feconda, o l'utero nutricatore, quale la causa fecondante?

Come dì un tizzo verde ch'arso sia

dall'un dei capi e che dall'altro geme

e cigola per vento che va via,

così da quella scheggia uscirò insieme

parole e sangue…. 

(DANTE: Inf. - Canto XIII)

Come ogni cosa si dischiude, matura e riproduce sotto il bacio del sole vivificatore, per cui le innumeri vite prorompono feconde dal seno della terra, così sotto l'influenza del principio solare (ignis naturae) l'uomo saturniano arde in olocausto a se stesso e sprigiona un'essenza partecipe degli estremi in causa (Sole – Saturno).

Cotesta essenza (corpi mercuriale e lunare) è passibile di conseguire vita individua eterna, assumendo forma geniale o eonica. «Il genio o eone è l'unica forma concreta dell'eternità individua nell'etere universale, l'unica creazione mista di umanità e di vita eterea» (art. 9, fase. B).

Creazione di chi? Creazione dell'uomo stesso, che si quintessenzia in essa per combustione naturale, ivi trasponendo i propri caratteri sublimati. «Eone vuol dire essere completo, ragionevole, capace di amore e di odio, di bene e di male» (art. 8, fase. B). «Colui che ermeticamente, cioè con uno stato intellettivo continuo, sa trasportare tutta la sua personalità nei tre elementi superiori, può partecipare alla vita eonica (cioè può anticiparla) ancora vivente nel corpo saturniano e, dopo morto, può vivere della vita eonica, o approdare in nuovi pianeti, o ritornare alla vita umana» (art. 10, fase. B).

Eone è dunque essere eterno; eterno nel bene come nel male e, mentre all'uomo non pervenuto la morte offre possibilità di rinnovamento e di redenzione, una volta nati alla vita eonica le alternative cessano ed il fato inesorabile si compie per sempre.

Or chi può assumersi davanti all'eterno di una creazione nel bene o nel male la tremenda responsabilità di averne additata la via? Quale iniziato vero, conoscendo la natura umana, non si sentirà vacillare il cuore nel fornire i dati di un simile problema a doppia, eterna soluzione? Quali garanzie potranno mai salvaguardare la sua coscienza ed il cammino del discepolo, dal quale soltanto dipenderà che si immortali nel bene, come nel male?

D'altra parte come tacere davanti all'ansia umana, che per mille aneliti conclama un aiuto, talora struggendosi nel tormento ineluttabile dello spirito teso al compimento del suo fine? Di qui la necessità dell'Iside, o iniziazione isiaca, o lunare, o preparatoria, o collettiva, al termine della quale, se vittoriosi, l'iniziatore ammoneo aspetta il candidato osirideo. Iside è luna, è acqua, e l'acqua è una delle tre prove iniziatiche antiche (dell'acqua, dell'aria e del fuoco).

Ma non si tratta dell'acqua fresca, di cui c'è pure abbondante bisogno su questa terra, bensì dell'acqua da cui fu salvato (e non sommerso) il biblico Mosè. È allentamento del corpo lunare dai serrami del corpo saturniano, allentamento che significa esteriorizzazione e quindi dinamismo separato (1).

Senonché, il corpo lunare è il registratore di tutte le impressioni umane, dalle ancestrali alle contemporanee, e, pertanto, col riemergere di esse, sotto forma di individuazione mobile o angelica, riaffiorerebbe tutta la storia vissuta (come forza, s'intende, e come forma) che, allo stadio attuale dell'evoluzione, è tenuta a freno nelle riserve dell'incosciente.

Un tale irrompere con potenza inaudita, perché pari, nella sintesi di una vita sola, alle innumeri sintesi vissute, frattanto impegnate e distribuite in vari complessi psico-fisiologici, è la pazzia o la morte. Ma se diretto, proporzionato, finalizzato, e ripartito è l'equilibrio (un superiore equilibrio) è l'ascenso, la gloria e la redenzione.

Donde le catene. Una catena è un circuito, ove il SUPERO delle energie richiamate circola, cioè si distribuisce di volta in volta che si cumula, rendendosi, così, graduale e progressivo l'assorbimento da parte di tutti, con benefici che sarebbe difficile disconoscere. Se poi è prevista (come è prevista) oltre la saturazione, un'applicazione pratica, COME VALVOLA DI SICUREZZA, allora da questa sgorgheranno le eccedenze eventuali, anzi inevitabili, feconde di immensi beni, come nel quadro della Miriam. L'inosservanza del fine, i deviamenti, le alterazioni e le prevaricazioni sono altrettanti impedimenti al libero corso della valvola stessa, con grave danno dei praticanti, tutti perciò cointeressati e solidali nel mantenimento del patto, sotto pena di subirne conseguenze funeste nella vita reale. E siano queste note di supremo monito per coloro che ritengono di poter sostare sul cumulo immondo delle loro lordure passionali, dispiegando nello stesso tempo le incaute ali al volo verso l'Olimpo dei Numi, il cui ingresso è vigilato dagli Spiriti dell'Ideale, Arcangeli di Luce.