Giuliano Kremmerz

La Tradizione Hermetica

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Il manoscritto segreto

Quella che presentiamo costituisce una delle rare opere alle quali è realmente possibile attribuire il meritato appellativo di leggendaria: Le Secret des Secrets, autrement La Clavicule de Salomon, ou le Veritable Grimoire, questo il titolo di un superbo manoscritto in quarto grande (22 x 27 cm.), magnificamente rilegato (reliure royale du Louvre) in marocchino bruno, con ricche decorazioni in oro ai piatti e al dorso, redatto, ovviamente in francese, con una bellissima e chiara grafia in vari colori e illustrato da numerose splendide tavole inedite, create dalla mano dell’insigne occultista Eliphas Levi.

C’è da dire che molto difficilmente è possibile percepire così nettamente in un libro lo stesso senso del “magico” che questo ponderoso volume riesce a trasmettere immediatamente. 

Ogni sua pagina profuma di arcano. In ogni particolare e ancor più in ogni immagine, compresi i capilettera curati in ogni dettaglio secondo lo stile e le tecniche degli amanuensi, è possibile cogliere i tratti peculiari di un’atmosfera gotica permeata di mistero. Una dimensione lontana, nella quale è facile scivolare senza nemmeno dover ricorrere a speciali doti psicometriche, per immergersi in uno spazio sospeso nel tempo, animato da un gioco di luci e di ombre che danzano al ritmo di guizzanti fiamme di candele, poste qua e là su arredi solenni che raccontano la storia minima dei secoli, su scaffali patinati d’antico sepolti sotto pile di tomi e pergamene, e su un tavolo massiccio e intarsiato, scuro di anni di studio e di lavoro, sul quale l’universo ritrova i suoi confini. E qui, seduto alla sua sedia in pelle consumata, un iniziato che trascrive attento e lentamente i testi sacri di una dottrina occulta, assorto in miriadi di pensieri e in un intento solo: conoscere il Segreto dei Segreti

 

Chissà se quest’intento, che il maestro Eliphas Levi ha così intensamente perseguito per la quasi totalità della sua esistenza, gli ha significativamente suggerito anche il titolo del suo prezioso manoscritto, la cui pagina conclusiva, dopo l’indice, reca l’eloquente nota vergata di proprio pugno: una Clavicola completa, corretta e unica al mondo, e firmata Eliphas Levi, professeur de Magie.

La storia

Come sovente accade nella letteratura esoterica, non disponiamo di una documentazione completa, né di elementi estremamente precisi per poter ricostruire esattamente la storia di questo affascinante manoscritto, ma tenteremo ugualmente di delineare i tratti essenziali del suo suggestivo percorso.

Alcune schede bibliografiche d’epoca, collocherebbero l’opera rispettivamente nei secoli XVII e XVIII, e le note autografe di Stanislas de Guaita (uno degli antichi possessori), poste alla prima carta della medesima non ci aiutano a chiarire l’enigma: questo manoscritto – scrive l’autore de La Chiave della Magia Neraè stato venduto 120 franchi da Morgand (n° 1036 del Repertorio 1893), a Monsieur Grélot. Alla vendita di quest’ultimo, mi è stato aggiudicato per 600 franchi e le spese (Marzo 1896). Manoscritto dell’inizio del XVIII secolo. Sarebbe però del XVII secondo il Repertorio della Libreria Morgand (n° 1036). Il de Guaita continua dando credito dunque all’ipotesi di un manoscritto originale, corretto e annotato dalla mano di Eliphas Levi, mentre analisi più recenti attribuirebbero invece a quest’ultimo l’intera paternità del testo. D’altra parte, dalle informazioni biografiche e dalle lettere ai discepoli, risulta accertato sia che il “padre dell’occultismo moderno” fosse un appassionato collezionista di antiche opere di scienze occulte, sia che si dedicasse alla trascrizione accuratissima di testi magici originali, in particolare le celebri Clavicole di Salomone, che realizzava per se stesso e per i propri seguaci.

Possiamo quindi anche noi limitarci a formulare l’ipotesi che Le Secret des Secrets sia stato scritto, oppure “soltanto” annotato, corretto e arricchito di illustrazioni dal Levi intorno al 1855-60, probabilmente per uso personale. È sicuro infatti che alla morte del maestro avvenuta nel 1875, il manoscritto passò per volontà testamentaria al suo mèntore e finanziatore, il conte Georges de Mniszech, esponente di spicco di un’importante famiglia polacca con la quale Eliphas Levi aveva stabilito da anni profondi rapporti d’amicizia. Ma la storia singolare del prezioso manoscritto magico, che in certi punti somiglia a un romanzo, non finisce qui. Passano dieci anni e nel 1885, alla morte del conte de Mniszech, il cui progetto di pubblicare i molti manoscritti del maestro in suo possesso rimase solo un sogno irrealizzato, tutti questi straordinari testi - compreso Le Secret des Secrets - come scrive Paul Chacornac, furono venduti e dispersi. Successivamente, Stanislas de Guaita si prodigò con ogni mezzo, pazientemente quanto tenacemente, per recuperare gran parte di quei manoscritti appartenuti originariamente a colui che considerava idealmente il Maestro dei Maestri, affrontando comprensibili difficoltà e spese esorbitanti, finché riuscì a scovare ed acquistare, come già accennato, anche Le Secret des Secrets. La sua più che legittima soddisfazione tuttavia non durò più a lungo di quella del conte polacco, poiché nel 1897, quindi dopo appena un anno dall’acquisto del manoscritto, il marchese de Guaita lasciava prematuramente le spoglie terrene, a soli trentasette anni. E di nuovo, dopo un solo anno dalla scomparsa, l’intera sua meravigliosa biblioteca composta da 2.227 rarissimi testi a stampa e manoscritti d’occultismo, di alchimia e d’ermetismo, definita da un biografo la più completa che un amatore potesse costituire nel suo genere, fu ceduta dagli eredi alla libreria Dorbon e dunque nuovamente dispersa (anche se pare che alcuni titoli importanti finirono nella biblioteca di Papus). La libreria antiquaria Dorbon, ben nota ad ogni collezionista, frazionò la vendita dei libri in quattro cataloghi che inviò ai suoi clienti abituali, dal dicembre 1898 al giugno 1899.

Dovranno passare ancora quarant’anni circa per ritrovare di nuovo il nostro Le Secret des Secrets sulle pagine di un prestigioso catalogo antiquario, naturalmente del solito Dorbon, intitolato “Bibliotheca Esoterica”, divenuto in seguito una delle principali fonti di riferimento per ogni ricerca bibliografica. Al numero 4.501, troviamo Le Secret des Secrets, seguito da una lunga descrizione che traduciamo integralmente: Manoscritto senza pari del XVIII secolo in rilegatura ‘royale’ detta del Louvre, interessante non soltanto per il suo contenuto, ma anche per la sua esecuzione, la sua provenienza e la sua rilegatura antica. E’ scritto con inchiostri neri, rossi e verdi, con una cornice di questi differenti colori che inquadra il testo di ogni pagina. Inoltre è stato illustrato da Eliphas Levi con 43 acquerelli originali, distribuiti nel modo seguente: 8 a piena pagina (le quattro grandi Chiavi egiziane, i 36 Talismani di Salomone, i nove Talismani di Jod, i nove Talismani di Hé, i nove Talismani di Vau, i nove Talismani del secondo Hé), quattro iniziali ornate, 31 disegni nel testo, dei quali 16 grandi o a piena pagina (Schemata diabolica, Chiave del mondo degli Spiriti, il Santo-Tetragramma, la Bocca magica, il Quaternario, il Cerchio magico, il Pentacolo di Adamo, la Veste del Mago, la Chiave del Pentacolo di Salomone ecc. ecc.), tutte queste figure recano la firma autografa ‘Disegno di A.Constant’ (il nome di battesimo di Eliphas Levi era Alphonse Louis Constant).

Riteniamo interessante aggiungere che il manoscritto fu posto in vendita al prezzo incredibile per quel periodo di 5.000 franchi. Per cercare di stabilire un raffronto alquanto attendibile tra le quotazioni dell’epoca e quelle correnti, basti considerare che il famosissimo e introvabile testo del Khunrath, Amphiteatrum Sapientiae Aeternae (1609), al quale Umberto Eco ha dedicato alcuni anni orsono persino un libro (“L’enigma di Hanau”), è attualmente valutato, nella migliore edizione completa delle bellissime tavole, intorno ai 20-25.000 euro (quotazioni del 2004): ebbene, nel catalogo Dorbon (scheda n° 2363) la stessa opera è offerta alla cifra di 1.200 franchi, quindi a meno di un quarto del valore attribuito a Le Secret des Secrets.

Dopo quest’ultima vendita, si perdono le tracce del manoscritto per altri quarant’anni circa. Ma la storia si ripete. Negli anni Ottanta del secolo appena passato infatti, alla morte del penultimo possessore - un noto esoterista svizzero - Le Secret des Secrets approda finalmente in Italia, acquistato assieme al resto di una notevole biblioteca esoterica, da uno storico antiquario torinese. Infine, dopo alcuni passaggi di mani, dal 1986 l’opera fa parte ufficialmente dell’archivio Rebis.

Il contenuto dell’opera

Il sottotitolo di “Veritable Grimoire” potrebbe indurre a valutazioni quantomeno approssimative o superficiali sul contenuto dell’opera. In realtà il testo rappresenta una vera e propria “summa” della sapienza iniziatica, interpretata e tradotta in chiave cerimoniale seguendo un codice rituale incentrato sugli aspetti operativi della Grande Opera magica ed ermetica.

 

Il libro inizia con una estesa Prefazione ispirata al noto “discorso di Salomone a suo figlio Roboamo”, densa di rilevanti riferimenti simbolici e di alti insegnamenti esoterici. Si passa quindi al Primo Libro, articolato in dieci capitoli nei quali sono trattate e sviluppate le materie fondamentali dell’Arte, quali i giorni, le ore, i tempi e le fasi necessari alle Operazioni Magiche, le massime rivelazioni delle Arti Magiche, le Allocuzioni degli Spiriti ed il modo di operare, il mistero dei Pentacoli e dei Talismani, gli Strumenti Cerimoniali, gli Esperimenti Maggiori e le Operazioni Magiche dell’invisibilità, dell’amore ecc., le pratiche difensive, le regole rituali e le esperienze straordinarie. Questa parte del volume termina con una importante dissertazione esplicativa, ampliata da note e commenti dell’Autore, relativa ai primi dieci capitoli.

 

Il Secondo Libro comprende invece ben 31 capitoli, interamente dedicati alla spiegazione dettagliata di tutto ciò che attiene all’Operatore o Magista, ai Discepoli o Assistenti, ai digiuni e alle astinenze, alle purificazioni e ai lavacri, alle vesti e agli accessori sacri, ai luoghi delle operazioni, agli strumenti cerimoniali (coltello, spada, bacchetta, arthame, bulino ecc.), alla consacrazione degli Anelli e degli altri strumenti dell’Arte, ai significati e valori rituali delle Acque, del Fuoco, dei profumi, delle candele, delle lampade, delle penne e dei colori, della pergamena, dei ceri e della terra necessari per gli esperimenti, dei caratteri delle Sante Intelligenze, dei precetti relativi al corretto svolgimento di ogni operazione, delle regole e delle immagini astrologiche, delle istruzioni relative ai pentacoli, dei cerchi magici e relativi riti consacratori, delle invocazioni e congiurazioni degli spiriti, delle entità supreme e della “Chiave” dell’intera Opera salomonica.

Ogni capitolo è profusamente corredato da formule, orazioni, cifre e magnifiche figure illustrative firmate dallo stesso Eliphas Levi, il quale ha evidentemente voluto utilizzare l’autorevolezza emblematica e il solenne valore evocativo del libro di Salomone, per trasfondervi e tradurre in scritto il frutto della propria profonda e illuminata conoscenza cabalistica, magica ed ermetica.

Bibliografia essenziale

P.Chacornac: Eliphas Levi, Paris, 1926

C.Buisset: Eliphas Levi, Paris, 1984

C.McIntosh: Eliphas Levi and the French Occult Revival, London, 1972

Stanislas de Guaita: Bibliotheque Occulte, Paris, 1899

Bibliotheca Esoterica – Catalogueannoté et illustré, Paris, s.d.

B.Renaud de la Faverie: S.de Guaita et sa bibliotheque occulte, Paris, s.d.

(Tratto da Elixir n. 1 con il permesso delle Edizioni Rebis)