“Beato chi scende sotterra
Dopo veduti i Misteri
il fin della vita ei conosce
conosce il principio sancito dai Numi” (1)
L’Equinozio d’Autunno ricopre un’importanza capitale nell’ambito dello sviluppo ciclico del cosmo, segnando il momento critico in cui la luce manifesta viene progressivamente limitata e ridotta rispetto all’avanzare dell’oscurità, così, come, in maniera speculare, il corrispondente periodo primaverile sancisce il rinnovato primato del chiarore aurorale rispetto al crepuscolo. Se dovessimo instaurare un’analogia tra l’anno ed il giorno, potremmo evidenziare come la primavera è correlata con l’alba, quanto l’autunno al tramonto. Tale corrispondenza è, però, valida nell’ambito naturale e di una ritmicità connessa con ciò che è manifesto. Quale il rapporto del microcosmo, specificatamente umano, rispetto a tali riferimenti macrocosmici? Come ci insegna Alfredo Cattabiani, l’equinozio d’autunno in realtà costituisce una fase di equilibrio tra la dimensione solare e quella ctonia, non casualmente sotto la tutela astrologica della Libra, della Bilancia, in cui il rapporto tra luce ed ombra, anagogicamente e spiritualmente, trova la propria autentica profondità nell’inversione del simbolismo naturale:


Copertina: Brossura con bandelle
Curiosando in una vecchia libreria del centro, sopra uno scaffale impolverato, era adagiato, seminascosto, un vecchio numero di “Politica Romana”, che comunque già conoscevo, ma l’impressione ricevuta in quell’istante è stata differente dalla prima volta che l’avevo tenuta tra le mani. Ora appariva datata e obsoleta, emanante quasi un senso di tristezza. Alcuni articoli, anche affascinanti magari, risultavano improbabili, belle favole prive di un riscontro concreto. Come sempre, ho pensato ci si trovasse dinanzi a dogmi senza fondamento ai quali dovresti credere per fede. Girando all’interno della libreria, mi sono imbattuto nell’ultimo numero della stessa rivista. Ed era davvero l’ultimo, almeno così era scritto. Ho iniziato a leggere. Tra le sue pagine ho rinvenuto una sorta di commiato del fondatore, Piero Fenili, figura alquanto controversa nell’ambito ermetico. Non esprimo giudizi in merito, non l’ho letto e tantomeno mi interessava farlo.