Presentazione a San Paolo del Brasile a cura di Roberto Sestito della traduzione in portoghese del primo volume della Scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz, realizzata da Emirene Armentano.
Nel pomeriggio di Sabato 31 Gennaio, presso la sede milanese dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra, si è svolta l’attesa conferenza sul tema dell’iniziazione contemporanea, in continuità con gli alti insegnamenti che Julius Evola 80 anni fa ha voluto dispensarci nella sua quasi omonima opera “Maschera e Volto dello spiritualismo contemporaneo”.
EreticaMente intervista Pier Luca Pierini, a cura di Luca Valentini.
1 - Dott. Pierini, lei è il fondatore delle Edizioni Rebis di Viareggio, note per le sue pubblicazioni sull’ermetismo. Vuole spiegarci come è nata quest’avventura e cosa la incentiva moralmente ed internamente nella sua opera meritoria?
- Grazie innanzitutto per l’opera meritoria. Un’avventura meravigliosa in effetti, che mi rese, inconsapevolmente e per un insieme di circostanze singolari, il più giovane editore d’Italia. Progettata e sbocciata sulla spinta imperiosa di un grande amore per i libri e di un profondo interesse per la magia e l’esoterismo che coltivavo da quand’ero bambino e che ancora oggi, dopo quasi mezzo secolo, ho la fortuna di vivere e portare avanti con identico entusiasmo e immutata passione. E, vorrei aggiungere, tecnicamente parlando, con la stessa cura e impronta artigianale che rivolgevo e rivolgo alla realizzazione di ogni volume. Certo, i tempi erano radicalmente diversi da oggi, difficili da comprendere e persino immaginare se non si sono vissuti, soprattutto in un settore praticamente sconosciuto e ancora lontano dal “revival dell’occulto” che ha caratterizzato simultaneamente l’intero occidente più o meno dalla metà degli anni ’70 fino a tutti i ’90. Nomi come Evola, Guénon, Reghini, lo stesso Kremmerz – che molti credevano un autore straniero – e vocaboli come “ermetismo”, “alchimia” o “esoterismo”, quest’ultimo attualmente addirittura inflazionato, erano totalmente ignoti al grosso pubblico, che tuttalpiù seguiva con interesse e curiosità marginali tematiche più popolari, quali l’astrologia, lo spiritismo, l’ufologia, la parapsicologia e poco più. Dei Tarocchi, escludendo ovviamente qualche sparuto gruppuscolo di cultori confinati entro riserve d’élite, si conoscevano soltanto le arance siciliane, e la Cabala era sinonimo di Smorfia.