Viaggio ai confini dell’Invisibile sulle ali del tempo 
Sospeso tra magiche trascendenze ed echi lontani, cerco il sentiero segreto di un Tempo senza tempo, le tracce remote di una vaghezza sognata all’ombra di templi, riti, gesti e segni sapienti, che hanno lasciato la loro impronta energetica e indelebile tra le mura di un passato ancora presente. Scaldato da un Sole generoso e fecondo mi muovo quasi assente, prigioniero di un sentire che travalica i sensi e mi conduce, anzi, mi guida, negli antichi siti, vestigia cariche di forza che trasmettono la loro storia gloriosa solo a colui che sa ascoltare tacendo. Un passo dopo l’altro, distaccato da ciò che mi circonda, dalle orde vocianti che rompono l’incantamento, mi inoltro nei territori mai realmente violati che attendono di essere ridestati dalle ingiurie dei secoli. Avvolte dalla luce dorata del giorno, le testimonianze di quanto è stato si stagliano eteree, immerse in parte in una tenue penombra dal fascino arcano che concreta contrasti tonali e magiche suggestioni.
Avevamo tentato prima con “Ignis”, poi con “Politica Romana” di fare capire che le opere degli antichi vati non sono scritte per essere intese grammaticalmente. Esse contengono un doppio senso cui allude l’espressione letterale dei versi, velandolo dinanzi alla mente profana. Con la forza dell’astrazione, l’ermetista può scorgere tale doppio senso. Inoltrandosi in tale aspro sentiero i pensieri arcani dei grandi vati cominceranno a trasparire attraverso certe personificazioni mitologiche, si arriverà ad intuire, ad esempio, la natura della ragione umana dietro le sembianze di Eolo nell’Eneide, o le fasi di maturazione iniziatica della mente dietro il mito di Cerere Tesmoforia.
Editore: Controcorrente
Domenica 24 Aprile 2016, in via Sallustiana 27/A, Roma, presso la Sallustiana Art Today Gallery, l'Ass. Tradizionale Pietas in collaborazione con il sito web
serie di celebrazioni aventi il carattere specifico del rinnovamento, a cominciare dal sacro Fuoco di Vesta, simbolo del rapporto sacrificale perenne tra Roma e i suoi Dèi, che nel primo giorno del mese veniva ritualmente spento e riacceso. Il rinnovamento è celebrato nel nome di due divinità, il maschio Mars e la femmina Juno-Minerva, i due aspetti della donna come Vergine e come Madre: la duplice polarità di Marzo si realizza nella nascita iniziatica dei giovani, maschi e femmine, che nel successivo mese di Giugno si uniranno in matrimonio per proseguire l’eterna realtà di Roma nel tempo dei secoli futuri e nello spazio dell’espansione della sua civiltà ai popoli dell’area mediterranea.