Pur essendo stato pubblicato nel 1889, nei repertori bibliografici e nei cataloghi di antiquariato della
prima metà del ‘900 era già considerato rarissimo, al pari di famosi e introvabili classici dell’alchimia stampati nei secoli precedenti. Le collezioni e le biblioteche pubbliche o private che possono vantarne il possesso di una copia, come il British Museum di Londra, si contano sulle dita di una mano, e la più nota e accreditata enciclopedia dei Tarocchi ne riproduce soltanto alcune carte, peraltro rinvenute fortuitamente tra le pagine di un vecchio libro di cartomanzia, poiché l’Autore Stuart R. Kaplan, unanimemente considerato il maggiore collezionista di tarocchi contemporaneo, in molti anni di ricerche non è mai riuscito a trovarne un mazzo intero[1].
Til. 15/11/2012: Buongiorno, a tutte le persone di questo forum. Chi sono io oggi, penso non importi niente a nessuno di voi. Sono stato indirizzato in questo forum da un amico e dopo averlo letto attentamente ho deciso che di far conoscere, e condividere un pezzo lontano della mia storia kremmerziana, anche se oggi appartiene al mio remotissimo passato. Spero solo che quanti più kremmerziani possibili, leggano con uguale attenzione queste mie parole dettate tutte dal cuore, per risparmiare a loro, ciò che io ho patito. Sono stato difatti per un po’ di anni, anche io un kremmerziano convinto e pieno di speranza che, verso la fine degli anni ottanta aveva aderito insieme a molti altri giovani come me a quella che si faceva credere la vera scuola kremmerziana. 
fra le pagine de’ La Medicina Ermetica, il Patto Fondamentale di Costituzione