Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza
& il Centro di Cultura Contemporanea, presentano:
PERCORSI PSICHEDELICI - Allucinogeni, culture e società
24 - 26 AGOSTO 2017
c/o Centro di Cultura Contemporanea (ex Birrificio Metzger)
Via Bogetto 4g TORINO (zona Piazza Statuto)
Scopo del tradizionale convegno annuale SISSC è quello di offrire spunti di riflessione sul rapporto tra le “droghe sacre” e l’uomo nella loro reciproca influenza, partendo da vari contesti ed esperienze, sia antiche che contemporanee. Diventa anche un’occasione, a quasi trent’anni dalla nascita della SISSC, di ripercorrere le acquisizioni della Ricerca negli ultimi decenni.
PROGRAMMA:

In questa circostanza è un piacere per noi presentare ai lettori di EreticaMente il nuovo libro dell’amico ed ermetista Stefano Mayorca, per le Edizioni Rebis di Viareggio, del mai troppo stimato Pier Luca Pierini, che ne cura l’introduzione. Il testo, che ha come sottotitolo “Riti e Misteri della Magia Sessuale”, è un pregevolissimo viaggio all’interno delle dottrine d’Oriente e di Occidente, mirante alla riscoperta di un grande e profondissimo patrimonio dottrinale e simbolico, afferente alla chiave di volta di ogni sana realizzazione iniziatica ed interiore, cioè il processo di consapevolezza della Diade, della polarità universale Uomo – Donna, Sole – Luna, la conoscenza delle cui dinamiche è la sola che può condurre alla realizzazione dell’Unità Primordiale, quale processo unitivo e simultaneo, nel macrocosmo e nel microcosmo.
Diverse forme divinatorie — Superstizioni da Folk-lore — Percezioni della Natura e dell'ambito — I solitarii o monaci — L'interpretazione — La lubricità di Pane e il suo simbolismo — Necessità di studiare le mitologie — Costumi divinatorii volgari — Tutte le anime hanno fenomeni premonitorii – Il linguaggio sibillino —Un esempio di talismano per l'intelligenza dei simboli.
Nel lungo ciclo temporale, ciclico divenire, che mena verso le regioni impenetrabili del mito e delle sue misteriose e arcaiche dimensioni, si cela il magico cammino dell’Urbe, magica testimonianza di antichi splendori e di ermetiche assonanze. Luogo carico di ancestrali richiami e di ctonie vibrazioni, che nelle pieghe del tempo, hanno visto nascere l’eterna impronta dell’immortale Roma e dei suo Déi e Dee dalle multiformi effigi. Scriveva Empedocle, il filosofo greco: “La divinità non porta testa umana, né dalle sue spalle scendono due rami, non ha né piedi né ginocchia veloci né il sesso peloso, ma solo uno spirito, sacro ed ineffabile, governa e percorre tutto l’universo con la velocità del pensiero”. Questa è l’Urbe, intrisa di magia, ricoperta di mistero. E nel nome degli Dèi si cela l’incantamento. Il coro dell’Antigone di Sofocle, invocando Dioniso, lo chiama: “Dio che di nomi abbondi”.