Note immortali che si sostanziano dall’invisibile emergono dall’ombra, come lame di luce che
trafiggono il buio. Toni divini e gravi che crescono e decrescono con struggente poesia e forza prorompente, maschia, epica. Penetrano dentro e scavano lasciando una traccia indelebile, stregando il cuore e la mente, trascinando in alto, verso regioni sconosciute, mondi paralleli. E inducono alla marzialità. Energia, magiche vibrazioni, sogno primordiale, incantamento di regni sfiorati, lontani, impalpabili. La musica degli Dèi che rigenera ogni cellula, ogni parte dell’essere e con ermetica ispirazione induce a stati alterati, a esperienze senza tempo che riportano alla fonte primeva, alla Magia del fare, l’immaginazione esaltata nel sacro attraverso una melodia celestiale.

L’uomo sta vivendo, accanto ad uno straordinario sviluppo della scienza e delle tecnologie, una forma estrema di imbarbarimento che mette a repentaglio, non solo il suo rango sempre rivendicato di homo sapiens, ma addirittura il diritto alla sua collocazione al vertice dei tre regni della natura, minerale, vegetale ed animale. Il punto è che i successi, ai quali ho accennato, lo hanno spesso reso simile a quei parvenus che, provenendo dagli strati più bassi della società, hanno ”fatto i soldi” e si ritengono pertanto legittimati ad usare ed abusare con arroganza e sfrontatezza del nuovo potere conquistato, senza curarsi dei diritti e delle esigenze degli altri.
Roma, 2010), Anna Partini, per averci fornito, con questo libro, una visione complessiva ed unitaria dell’ambiente esoterico della Roma seicentesca, facente capo, più o meno direttamente ed esplicitamente, all’augusta figura di Cristina di Svezia, la straordinaria regina che si convertì al cattolicesimo e che, sollevata dalle pesanti cure del governo, poté brillare liberamente nel dominio delle scienze e delle arti.