Dove si parla dei troiani, di un viaggio in Medio Oriente, di un sogno, di Andromaca e della faccia
di Achille se avesse affrontato Ettore senza l’aiuto degli dèi del patriarcato.
Prima di dare inizio a un altro interessante capitolo sulle Magiche Coincidenze dell’amico Gabriele, vorrei riportare, quasi a titolo di premessa, un singolare aneddoto che a mio modestissimo parere ben si inserisce in questo misterioso percorso fatto di piccole e grandi “coincidenze”, appunto.


Le strade impervie, che si snodano arcane nel mare magnum delle correnti sapienziali, sono innumerevoli e sottendono a una fonte primigenia in gran parte secretata. Alcuni aspetti noti, invece, sono in possesso di uno sparuto nucleo di iniziati. Stabilire le origini di tale corpus potrebbe rivelarsi difficile, ma non impossibile. Un primo riferimento lo rinveniamo nella chiave ternaria correlata all’Opera e ai Misteri. Il numero Tre rappresentava per gli antichi Ierofanti lo strumento generatore che presiedeva alla realizzazione. Per mezzo della triade magica-alchimica si sono generati i dogmi sia filosofici che religiosi. Non bisogna dimenticare a riguardo, che il Cristianesimo affonda le sue radici nel tessuto della vera magia, scienza assoluta che in seguito è stata alterata e occultata dalla Chiesa. I Magi, che parteciparono alla Teofania Cristica, configuravano in realtà i sacri sacerdoti, i re e i seguaci dell’Arte Regale, giacché l’iniziazione all’Alta Magia costituisce una autentica sovranità. 