Le strade impervie, che si snodano arcane nel mare magnum delle correnti sapienziali, sono innumerevoli e sottendono a una fonte primigenia in gran parte secretata. Alcuni aspetti noti, invece, sono in possesso di uno sparuto nucleo di iniziati. Stabilire le origini di tale corpus potrebbe rivelarsi difficile, ma non impossibile. Un primo riferimento lo rinveniamo nella chiave ternaria correlata all’Opera e ai Misteri. Il numero Tre rappresentava per gli antichi Ierofanti lo strumento generatore che presiedeva alla realizzazione. Per mezzo della triade magica-alchimica si sono generati i dogmi sia filosofici che religiosi. Non bisogna dimenticare a riguardo, che il Cristianesimo affonda le sue radici nel tessuto della vera magia, scienza assoluta che in seguito è stata alterata e occultata dalla Chiesa. I Magi, che parteciparono alla Teofania Cristica, configuravano in realtà i sacri sacerdoti, i re e i seguaci dell’Arte Regale, giacché l’iniziazione all’Alta Magia costituisce una autentica sovranità.



trafiggono il buio. Toni divini e gravi che crescono e decrescono con struggente poesia e forza prorompente, maschia, epica. Penetrano dentro e scavano lasciando una traccia indelebile, stregando il cuore e la mente, trascinando in alto, verso regioni sconosciute, mondi paralleli. E inducono alla marzialità. Energia, magiche vibrazioni, sogno primordiale, incantamento di regni sfiorati, lontani, impalpabili. La musica degli Dèi che rigenera ogni cellula, ogni parte dell’essere e con ermetica ispirazione induce a stati alterati, a esperienze senza tempo che riportano alla fonte primeva, alla Magia del fare, l’immaginazione esaltata nel sacro attraverso una melodia celestiale.