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L’EQUINOZIO DI MITHRA – MIKAEL ED IL MERCURIO, DI MARZIANO CAPELLA – LUCA VALENTINI

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valentini equinozio 1a“Beato chi scende sotterra

Dopo veduti i Misteri 

il fin della vita ei conosce

conosce il principio sancito dai Numi” (1)

L’Equinozio d’Autunno ricopre un’importanza capitale nell’ambito dello sviluppo ciclico del cosmo, segnando il momento critico in cui la luce manifesta viene progressivamente limitata e ridotta rispetto all’avanzare dell’oscurità, così, come, in maniera speculare, il corrispondente periodo primaverile sancisce il rinnovato primato del chiarore aurorale rispetto al crepuscolo. Se dovessimo instaurare un’analogia tra l’anno ed il giorno, potremmo evidenziare come la primavera è correlata con l’alba, quanto l’autunno al tramonto. Tale corrispondenza è, però, valida nell’ambito naturale e di una ritmicità connessa con ciò che è manifesto. Quale il rapporto del microcosmo, specificatamente umano, rispetto a tali riferimenti macrocosmici? Come ci insegna Alfredo Cattabiani, l’equinozio d’autunno in realtà costituisce una fase di equilibrio tra la dimensione solare e quella ctonia, non casualmente sotto la tutela astrologica della Libra, della Bilancia, in cui il rapporto tra luce ed ombra, anagogicamente e spiritualmente, trova la propria autentica profondità nell’inversione del simbolismo naturale:

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PAROLE MUTE PER...SGUARDI DISTRATTI, di Denise de Giulio

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illusione art. 2

Riflessioni sulle forme di iniziazione – la dimensione spirituale - I Riti - Kremmerz

 "Fu così che perduto il Tao venne poi la virtù, perduta la virtù venne poi la carità, perduta la carità venne poi la giustizia, perduta la giustizia venne poi il rito: il rito è labilità della lealtà e della sincerità e foriero di disordine. Chi per primo conosce è fior nel Tao e principio di ignoranza. Per questo l'uomo grande resta in ciò che è solido e non si sofferma in ciò che è labile, resta nel frutto e non si sofferma nel fiore. Perciò respinge l'uno e preferisce l'altro". (Lao-Tzu)

All'interno della letteratura ermetica la fisiologia occulta dell'uomo è stata generalmente suddivisa in corpo fisico, animico e spirituale o anche in saturnio, lunare, mercuriale e solare. In questa sede faremo riferimento ad una ripartizione tutta orientata a comprendere l'essenza del rituale teurgico.

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I sottili inganni dell'"ermetica dottrina"-una critica a Politica Romana, di Atticus

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politica romana crit. aCuriosando in una vecchia libreria del centro, sopra uno scaffale impolverato, era adagiato, seminascosto, un vecchio numero di “Politica Romana”, che comunque già conoscevo, ma l’impressione ricevuta in quell’istante è stata differente dalla prima volta che l’avevo tenuta tra le mani. Ora appariva datata e obsoleta, emanante quasi un senso di tristezza. Alcuni articoli, anche affascinanti magari, risultavano improbabili, belle favole prive di un riscontro concreto. Come sempre, ho pensato ci si trovasse dinanzi a dogmi senza fondamento ai quali dovresti credere per fede. Girando all’interno della libreria, mi sono imbattuto nell’ultimo numero della stessa rivista. Ed era davvero l’ultimo, almeno così era scritto. Ho iniziato a leggere. Tra le sue pagine ho rinvenuto una sorta di commiato del fondatore, Piero Fenili, figura alquanto controversa nell’ambito ermetico. Non esprimo giudizi in merito, non l’ho letto e tantomeno mi interessava farlo.

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21 APRILE, Natali di Roma: un incontro, un inizio – Umberto Bianchi

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aprile 21 dIl giorno 21 di Aprile 2018, in occasione del Natale di Roma, presso Palazzo Falletti, a Roma, in Via Panisperna, ha visto lo svolgimento di un incontro, il cui tema, incentrato su Vesta ed il significato del Fuoco Sacro, ha rappresentato l’occasione per una più vasta e profonda riflessione su un intero contesto. Gli oratori tutti molto competenti e professionali hanno, ognuno a modo proprio, voluto lanciare un chiaro messaggio a tutta la platea, lì presente: quella del 21 Aprile non rappresenta solamente una ricorrenza astratta, un puro e semplice “memento” archeologico, carico di nostalgie passatiste, ma un chiaro ed inequivocabile punto da cui partire al fine di rifondare e plasmare nuovamente uno spirito di comunità, andandoci a connettere con gli archetipi spirituali del passato. Vesta ed il suo Fuoco, furono la fiamma, il focolare metaforico, attorno al quale Roma ed i suoi “cives” crearono, sostennero ed alimentarono quell’invincibile spirito civico e comunitario, che li avrebbe portati a conquistare tutto (o quasi…) il mondo allora conosciuto. Quando Teodosio, in un impeto di vigliaccheria e spirito di prevaricazione unici al mondo, ordinò la distruzione del Tempio di Vesta e dello spegnimento del Sacro Fuoco, Roma cessò di vivere quale centro di irradiazione e di riferimento di civiltà, per tutto l’orbe terracqueo, per divenire un oscuro borgo, travagliato da lotte intestine tra avidi prelati e nobili ingordi ed arroganti…Ognuno dalla sua prospettiva, i vari oratori succedutisi sul podio degli interventi, da Stefano Mayorca ad Achille Tricoli, da  Andrea Anselmo (Polemos) al prof. Marcello De Martino, da  Carlomanno Adinolfi (Fons Perennis) a Giuseppe Barbera (Pietas), da Giandomenico Casalino allo scrivente ed infine, all’amico Luca Valentini, hanno tutti, coralmente, in qualche modo, voluto ribadire quanto qui affermato.

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