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IL FULMINE NELL'APPARTAMENTO E ALTRI AVVENIMENTI - di Stefano Mayorca

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Un professore di Marsiglia, un certo Shnaufer, riporta un episodio avvenuto nel 1918. Un fulmine globulare entrò all’improvviso in un appartamento, si avvicinò ad una ragazza che era seduta su una tavola con i piedi penzoloni, senza toccarla. Il globo luminoso strisciò sul pavimento, diretto verso la fanciulla, si alzò da terra descrivendole intorno una spirale, senza sfiorarla, e infine apparentemente attratto da una canna fumaria che scendeva dal soffitto, tentò di sgusciare via. Il foro della canna però era stato chiuso incollandovi della carta, ma il globo luminoso si infilò lo stesso nel tubo sfondando la carta, venendo così risucchiato verso l’alto. Appena fuoriuscito all’aperto provocò un tremendo boato a causa di un’esplosione che fece tremare tutta la casa.

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IL MISTERO DEI FULMINI GLOBULARI - di Stefano Mayorca

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Il fenomeno del fulmine rientra in una manifestazione di tipo magnetico, si tratta in sostanza di una scarica elettrica che si genera nell’atmosfera tra due punti di una stessa formazione nuvolosa, o tra nube e ambiente circostante, oppure tra nube e Terra. Tale fenomenologia si deve al campo magnetico che ha sede nell’atmosfera (campo magnetico terrestre), alla ionizzazione dell’aria causata dalla radioattività del terreno, dei raggi cosmici ed ai complessi fenomeni di elettrizzazione, che si manifestano all’atto della formazione delle nubi temporalesche. In conseguenza di tali manifestazioni, le nubi si caricano negativamente negli strati inferiori e positivamente negli strati più alti, determinando in tal modo forti differenze di potenziale tra punti diversi delle nubi e tra le stesse e l’aria circostante; queste differenze di potenziale, in pratica, danno vita alla scarica, che a sua volta produce un fenomeno acustico, il tuono, provocato dall’improvvisa espansione dell’aria, riscaldata dalla scarica elettrica medesima. 

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LA MECCANICA QUANTISTICA - di Stefano Mayorca

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Esiste un “luogo” posto al di fuori dalla concezione temporale comunemente pensata. Un “posto” che contiene in se diverse realtà spazio-temporali. Qui gli eventi sembrano assumere una connotazione che si discosta dalle normali dinamiche a cui l’essere umano è sottoposto. Queste considerazioni ci riportano alla mente la nota teoria legata alla Meccanica Quantistica, avversata dal grande Einstein, che sottolineando il suo dissenso a riguardo pronunciò la storica frase: “Dio non gioca a dadi”. In seguito Einstein elaborò un esperimento cosiddetto ideale, conosciuto come esperimento o paradosso EPR, allo scopo di dimostrare che la Meccanica Quantistica non poteva essere presa in considerazione in quanto, essendo incompleta, non poteva ritenersi una teoria fisica attendibile.

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Approfondimenti su Ur - Seconda parte - di Daniele Laganà

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Ur e la Magia quale Scienza dell’ Io 

Il gruppo di Ur rappresenta un caso eccezionale nel panorama della tradizione esoterica: il tentativo di raccogliere attorno ad un centro unico, ad una Azione comune, cercatori provenienti da diversi percorsi operativi. Niente a che vedere, naturalmente, con certi sincretismi (anche se sarebbe meglio parlare di mescolanze caotiche) tipici delle moderne carnevalate neospiritualiste. Si tratta, piuttosto, della volontà di giungere ad una superiore sintesi : separare il sottile dallo spesso, il contenuto essenziale dalle forme che son servite per esprimerlo, al fine di riconoscere il fondamento unico, l’impulso originario che anima ogni via che affonda le sue radici nella Tradizione Ermetica. 

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