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NOTERELLE SU «L'ARCANO DEGLI ARCANI» di Klingsor

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di Giuseppe Maddalena Capiferro e Cristian Guzzo
(Rebis, Viareggio, 2005)
 
I maestri non si criticano.
Si superano.
Aldo Busi
 
Giuntaci notizia dell’uscita per i tipi delle Edizioni Rebis di un nuovo saggio sulla storia e i travagli della troppo maltrattata Schola Italica, che fa particolare riferimento al nodo napoletano, ne abbiamo preso visione e, dopo attenta ed entusiastica lettura, non abbiamo resistito alla tentazione di scriverci sopra qualcosa, che possa fare da spunto e da pungolo per riflessioni e ulteriori approfondimenti (*).
 
(*) Manca in Italia uno scrittore alla Francis King in grado di trattare la storia esoterica in modo scanzonato, senza peraltro sorvolare su dettagli inquietanti, e privo di quel piglio da inquisitore o di stucchevole manierismo rispettoso di un’ortodossia iniziatica talvolta ipocrita.
 
L’editore (Pier Luca Pierini) è da anni impegnato in una seria ricerca per il recupero del patrimonio magico della nostra penisola e la sua premessa editoriale, se letta attentamente, vale quanto il libro. A pagina 6 della suddetta premessa scrive: «non bisogna mai avere paura della Verità, anche se difficile sovente da accettare». Questa frase è di importanza cardinale, e la si potrà impiegare come lanterna nel prosieguo di questo nostro scritto. È inutile pensare che un simile libro possa far cambiare idea a chi è mosso da pregiudizi di stampo religioso o a chi si è conformato al pensiero guénoniano (*).
 
(*) Alla nota 164, p. 108, dell’opera L’Arcano degli Arcani leggiamo: «la contro-iniziazione cattolica si sarebbe servita...». A parlare di controiniziazione cattolica si dedurrebbe che esista anche un’iniziazione dello stesso segno. È strano, perché in più decenni di ricerca non ce ne eravamo accorti. Ironia a parte, in un vecchio articolo di Rémy Boyer e G. P. Giudicelli apparso nella rivista L’Originel si fa cenno a una lettera di René Guénon nella quale questi ammetterebbe di essersi sbagliato sul Kremmerz, riconoscendo nel nodo egizio napoletano il baluardo della tradizione occidentale. Se ciò fosse vero, sarebbe ora che certe cose venissero a galla. Quanta gente imprigionata nello schema guénoniano si è castrata convertendosi a forme religiose o pseudoesoteriche convinta di fare l’unica cosa giusta... Si potrebbe dire che la vera controiniziazione nasca con René Guénon, ma è meglio non divagare.
 
Oggigiorno quelli che scrivono su Kremmerz si possono dividere in due categorie: la prima distruttiva, che vede l’aureo maestro come uno spregevole satanista camuffato da benefattore o da negromante criptocrowleyano. In genere si tratta si scrittori di stampo cattolico o filoguénoniano oppure di giovani neopagani con idee agitate per reazione a troppo conservatorismo di maniera, per i quali sarebbe bene lavare i panni sporchi subito e in pubblico, specie se i detti panni non sono i propri.
La seconda categoria è quella dei “politicamente corretti” che tendono a proteggere certe verità a costo di disinformare e depistare rischiando alla fine di ottenere l’effetto opposto a quello voluto. I primi cercano di dire tutto, troppo, anche ricamandoci sopra, pur di confermare un teorema frutto del loro schema di riferimento (altro che ermetica neutralità!). I secondi, se non riescono a generare un serio rinnovamento adatto ai tempi, tentano di tenere in piedi una grande idea e una grande figura già messa in discussione all’epoca dei fatti. E del resto lo stesso Kremmerz alla fine della vita dette ragione al Lebano e al Caetani, che avevano contestato certe sue iniziative di divulgazione.
Se certe iniziative sono andate all’aceto, l’Hermes è più vivo che mai. Gli uomini passano, i maestri e i numi non sono misurabili col metro umano ma le dottrine restano, così le tecniche e i riti. Troppe volte chi scrive ha dovuto assistere a inutili discussioni bizantine sul senso della terapeutica in rapporto all’ermetismo operativo. Nel Mondo Secreto, prima della Miriam quindi, Kremmerz parla solo di ermetismo magico. L’applicazione terapeutica fu una finalità scelta dal maestro, successivamente, per evitare prevaricazioni e abusi, ma l’ermetismo è altro.
Lo sapeva N. R. Ottaviano, che divideva l’umanità in volgo e sapienti. Lo sapeva il dottor Formisano, che con la Miriam tentò di elargire in versione popular un po’ di scienza jeratica fruibile per i meno preparati. Si sa, purtroppo, il cane che latra e addenta non cambia mai. Vestito da servo della gleba o da artigiano, con l’eskimo o la camicia nera, è sempre lo stesso. E da sempre i sapienti hanno dovuto guardarsi da ciò. Non il bene, non il male, che sono categorie da morale ordinaria; i sapienti si sono sempre preoccupati della conoscenza e del suo esercizio sulle masse. L’esser “uomini dabbene” non è mai stato un problema per essi (*).
 
(*) «La morale è suggestione», scriveva G. I. Gurdjeff.
 
Se il Kremmerz fosse stato un seguace bon-po o un siddha tamil, tante critiche capziose non le avrebbe subite. Purtroppo una certa immagine stile Padre Pio (o San Francesco d’Assisi, come scrisse N. R. Ottaviano) lo ha posto spesso in una posizione imbarazzante, mostrando alcune stridenti contraddizioni tra la dottrina più esterna e quella più riservata.
Il problema del giudicare, si è già detto, è nello schema di riferimento dell’indagatore. Solo dopo aver fatto i conti con le proprie scorie è possibile affrontare certi aspetti dell’ermetismo senza avere più sussulti e titubanze. Ci piace pensare che se il Kremmerz fosse ancora tra noi non parlerebbe più di simil nature e di demonologia bensì di memi e di memetica.
Grande è il lavoro da svolgere per chi intende davvero avventurarsi nel cammino della scienza jeratica e pensiamo che tutt’ora siano pochissimi coloro che operano ad un certo livello. Premesso che la storia esoterica delle nostre tradizioni è ancora tutta da scrivere, è auspicabile che si pubblichi qualcosa in più sui risvolti umani, a volte meschini ma autentici, del vissuto esoterico di casa nostra. Questo non per diffamare ma per ridurre a proporzioni più normali vicende e personaggi che talvolta vengono dipinti in modo stucchevole e irreale. Tornando alla citazione di P. L. Pierini sulla verità ci si può domandare: si può davvero scrivere tutta la verità sull’argomento e contemporaneamente salvare il Kremmerz e il filone egizio da certe accuse? Temiamo di no.
Siamo conviti che alcune cose sia bene lasciarle in quelle grotte tanto care al Bocchini e al Lebano. Del resto è bene cercare, scoprire, comprendere ma giudicare no, si perderebbe il contatto con quella realtà profonda e intensa nella quale l’ermetista classico ambisce vivere.
Tornando nello specifico alla trattazione de L’Arcano degli Arcani, i due autori tracciano con rapide pennellate un quadro storico esauriente sulle origini del Mito Egizio in terra partenopea. Viene sottolineato il ruolo avuto dalla massoneria come tessuto connettivo atto a perpetuare nel tempo i germi dell’ermetismo alchimico.
Vengono citate fonti in parte riservate e pubblicati stralci di documenti un tempo custoditi gelosamente; è opinione di chi scrive che si sia voluto con quest’opera mandare un messaggio a certi “detentori di arcane verità”. La conoscenza degli autori sulla materia emerge chiara, quanto meno a chi scrive, è dunque certo che essi ben più oltre avrebbero potuto spingersi nelle loro “rivelazioni” se in ciò fosse stata la loro precipua convenienza.
Essendo la storia del kremmerzismo piuttosto caotica e contraddittoria è difficile scriverne senza lasciare vuoti o angoli bui che aprono ulteriori interrogativi.
Già ne La Pietra angolare miriamica, uscito per i tipi della Rebis anni or sono, il problema degli “omissis” sui documenti generava più dubbi e confusioni che chiarezza, alla faccia delle buone intenzioni.
Ne L’Arcano degli Arcani Guzzo e Maddalena Capiferro riportano alle pp. 144-145 una lettera di Domenico Lombardi indirizzata ad Arduino Anglisani ove implicitamente il primo mette in guardia quest’ultimo dal travisare la dottrina miriamica per seguire vie personali ponendosi in rotta di collisione con l’ortodossia. Ne La Pietra angolare miriamica, pp. 46-47, viene riportata la stessa lettera, parzialmente tagliata, ma il destinatario non sarebbe più Anglisani bensì Alfonso del Guercio. A pagina 97 de L’Arcano degli Arcani Anglisani viene definito uomo onesto, estremamente dotato dal punto di vista iniziatico, personaggio di spicco del nuovo “illuminismo Kremmerziano”. A p. 61 de La Pietra angolare si riporta una lettera del Lombardi che accusa l’Anglisani di scorrettezza e insubordinazione; la conseguenza, lo si intuisce dalla lettera, sarà una sorta di scomunica con degradamento sul campo.
 

Tutte le fonti però concordano sul fatto che il suddetto Anglisani continuerà imperterrito il suo percorso ermetico approdando all'iniziativa del tanto chiacchierato CEUR (Centro Ermetico Universale Romano), emanazione conseguente della loggia ANKH già fondata nel secondo dopoguerra e, pare, secondo la linea ortodossa Lombardi-Parascandolo-De Cristo, criticata come deviata irregolare, priva di autenticità.

Ma nell'opera di Maddalena Capiferro e Guzzo si parla di uno scritto di Lombardi che avallerebbe l'iniziativa dell'ANKH. Dove sta la verità?

A pagina 70 de La Pietra Angolare, Mario Parascandolo scrive: «... non si può fare altro, senza danneggiare la Schola e gli iscritti, i quali non potrebbero cogliere l'essenza delle nostre controversie e potrebbero scandalizzarsi (giustamente, N.d.A.) come di beghe strane ed inammissibili fra uomini evoluti». Già, ma quanto erano davvero evoluti? Ci limitiamo a porre il quesito, certi che anche presso il "gregge isiaco" non mancheranno anime dotate di senso critico... e si potrebbe andare avanti a scrivere pagine e pagine su questo tono.

Vogliamo per par condicio toccare ancora due discusse figure citate in questo interessante libro: il Conte Alberti di Catenaia e il prof. Alfonso del Guercio. Il primo, noto con lo jeronimo di Erim, fu il maestro di Paolo Marchetti Virio, autore noto presso i cultori di esoterismo cristiano.

Erim fu martinista e, si dice, in contatto con l'Ordine Egizio di Kremmerz. Si favoleggia che ebbero lo stesso iniziatore e che il Kremmerz insidiasse la moglie del condiscepolo, questo per spiegare la ruggine tra i due; ma trattandosi di voci senza sostanza possiamo archiviarle senz'altro tra il gossip esoterico. Sempre come gossip possiamo annoverare le storie dell'Erim affetto da satirismo, per errori compiuti in opere piromagiche, e passioni spiritistiche.

Queste dicerie provengono da una lettera scritta da Massimo Scaligero a proposito del cognato (Paolo Virio) e del suo maestro, e bisogna dire che il mal celato livore di quelle righe era probabilmente da attribuire a dissapori tra lo Scaligero e l'Alberti per una mancata trasmissione iniziatica più volte sollecitata dal primo e mai ottenuta.

Noi che abbiamo avuto il piacere di visionare il materiale operativo riservato della Scuola Ermetica del conte Alberti dobbiamo ammettere, pur non condividendone l'orientamento cristiano, che la dottrina e le tecniche alchemiche sono molto profonde e degne di nota e mal si adatterebbero ad un satiro o a uno spiritista. Lasciamo ad altri più competenti o più informati di noi il compito di chiarire la querelle Erim-Kremmerz nella quale vennero coinvolte molte persone, alcune, pare, finite in tribunale in processi dai risvolti inquietanti e scandalosi al punto da far sembrare il caso Ricciardelli (su cui vedi nel libro a p. 92) una burla da operetta.

E per concludere, riguardo al secondo personaggio, Alfonso del Guercio, matematico e buon amico di Arturo Reghini, occorre qualche puntualizzazione. Dalla lettera di Aniceto del Massa nella quale Del Guercio parla in toni critici di Kremmerz fino alla stesura del programma dell'Ordine del Mantos passano circa 13 anni, tempo sufficiente per cambiare idea, impostare un nuovo percorso, progredire al meglio. Dai documenti del Mantos datati 1944 si intuisce che Del Guercio era già in possesso da tempo di chiavi riservate per operare ed istruire nuovi affiliati in massima indipendenza. Nonostante ciò egli decise di aderire all'iniziativa di Lombardi per poi tirarsi indietro nel ‘49.

Secondo i bene informati non avrebbe restituito materiale di pertinenza miriamica affidatogli in precedenza da Lombardi.

Altre voci parlano invece di una riappropriazione da parte di Del Guercio di ciò che già gli apparteneva e che aveva temporaneamente concesso in uso alla delegazione di Lombardi per porre in atto le sue iniziative


Ciò che non si è ancora potuto o voluto chiarire è la reale portata della figura di Del Guercio, che a detta di alcuni appare come un semplice comprimario privo di spessore e posto a fianco del Lombardi dopo essere spuntato dal nulla.

La realtà, come sempre, sarebbe diversa: Del Guercio avrebbe fatto parte di più strutture iniziatiche, anche a livello internazionale; le sue conoscenze non si limitavano al contatto con l'Ordine Egizio o ai viaggi con Giorgio Albertazzi alla volta della casa di Carl Gustav Jung, pare che ci fossero contatti stretti con una o più strutture magico-ermetiche nel Sudamerica, per tacere dei contatti in Europa. Per avere qualche traccia in più su detti gruppi si può consultare la biografia di A. Reghini Il figlio del sole, a cura di Roberto Sestito, e inoltre Black Sun di N. G. Clarke, pp. 165-166, dove si parla di Ugo Gallo, diplomatico italiano che introdusse lo scrittore Miguel Serrano in un ordine esoterico cileno ove si praticavano tecniche di magia rituale e tantrismo. Lo stesso Ugo Gallo viene citato a pagina 131 dell'opera Collecta dell'ermetista genovese Giammaria, come corrispondente di A. Del Guercio. Ancora Ugo Gallo viene citato nell'opera Dagli atti del Corpo dei Pari del medesimo autore come rappresentante di un centro occultistico cileno. Non dimentichiamo che lo stesso Serrano era in rapporti con Jung.

Se con Jung, anch'esso in contatto con gruppi ermetici, si chiude il cerchio, certo non si chiude il discorso sui personaggi che hanno caratterizzato in bene o in male la storia esoterica d'Italia.
In attesa di poter riprendere il discorso più avanti chiudiamo con qualche riflessione: spesso, a detta di molti ricercatori, i più reticenti e riservati cultori del segreto sono coloro che nulla hanno da difendere tranne la loro ignoranza. Vecchi palloni gonfiati tronfi dei loro sigilli e delle loro patacche, privi di valore tranne magari per un fondo o un archivio ereditato se non rubato ma mai veramente studiato e men che meno tradotto in pratica.

Questi "detentori della tradizione" sono da condannarsi fermamente perché non solo non praticano nulla ma impediscono ad altri meglio disposti di poter progredire, e contribuiscono così al caos spirituale di questa epoca buia.

Auguriamoci che il fato, come il sole che dirada le tenebre, abbia presto ragione di simili bieche figure, e che possa iniziare una nuova stagione per la Schola Italica (*).

(*) Una cosa che ci ha stupito dell'opera di Guzzo e Maddalena Capiferro è l'assenza di qualunque riferimento alla figura di Salvatore Mergè e al suo percorso. Pare che un suo nipote stia continuando l'opera all'interno di un'accademia, pare ortodossa. Perché non parlarne?

[da www.superzeko.net  Novembre 2005]

 

Stefano Mayorca - La rinascita della dottrina di GIULIANO KREMMERZ

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da Hera, n° 107, Dicembre 2008

 

La rinascita della dottrina di GIULIANO KREMMERZ

 

L'evoluzione, la crescita interiore e la trasmutazione. Nascono nuove correnti ermetiche. Il percorso iniziatico degli insegnamenti kremmerziani

di Stefano Mayorca

 

   Qualche tempo fa, conversando piacevolmente con l'editore di Hera, l'Ing. Franco Cappiello, ho espresso l'esigenza di rendere nota ai lettori un'iniziativa estremamente importante in ambito iniziatico, legata alla rinascita di una corrente ermetica di notevole livello. Egli mi ha accordato il suo appoggio e, ringraziandolo di cuore, espongo in questa sede, tra le pagine di Hera, quanto si sta concretando sotto il profilo iniziatico. Ringrazio anche l'amico Gianfranco Pecoraro, il direttore di Hera e l'amico Massimo Bonasorte, il Caporedattore, per la sensibilità e il supporto dimostrati in questa circostanza. Come accennato, si sta formando una importante struttura di ordine ermetico la cui costituzione si è palesata il 25-26 ottobre nella città di Padova. Ho avuto il piacere e il privilegio di partecipare ai lavori dell'assemblea costituente, a Padova, ricavando da tale esperienza un arricchimento interiore e una emozione spirituale intensa e profonda. Tra i maggiori promotori della storica impresa Fernando Hahasiah Picchi, serio e autentico ermetista, la cui preparazione e l'umanità che lo contraddistinguono sono sinonimo di trasparenza, onestà e di difesa di quell'ideale ermetico che deve guidare chi percorre il sentiero iniziatico. Assieme a lui l'amico Federico Iabamiah D'Andrea, una persona squisita e iniziaticamente elevata, il cui valore umano ed ermetico è una sicura garanzia di successo contro eventuali inquinamenti di ordine egoico. Devo segnalare l'indispensabile e importantissimo ruolo svolto dalla prestigiosa testata Elixir. Scritti della Tradizione Iniziatica e Arcana (Edizioni Rebis, Viareggio) che ha sostenuto concretamente l'evento che si è sostanziato per riunire i diversi gruppi kremmerziani operanti  in Italia. Troppo spesso l'insegnamento dell'aureo maestro Giuliano Kremmerz - del quale purtroppo girano in rete e in forma cartacea inverecondi falsi dai titoli altisonanti - è stato alterato infangando la missione che lui stesso si era prefisso di svolgere, allo scopo di diffondere un ideale ermetico che fosse d'aiuto ai sofferenti e al contempo fornisse le chiavi d'accesso alla difficile operatività ermetica-terapeutica-magica. Come spiegato lo scorso mese nel mio articolo dal titolo Il Seme della Sapienza: i Raggi della Dottrina Nascosta (Hera 104), l'iniziazione non può essere mercificata o, peggio ancora, barattata in cambio di denaro da pseudo-maestri di infimo livello. Ho ribadito tale concetto anche sull'ultimo numero di Elixir da poco editato (Elixir, n° 7 - ottobre 2008) nel mio pezzo Elogio ermetico della "Eloquenza": "La ricerca delle alte verità ermetiche dovrebbe essere contraddistinta da un atteggiamento di consapevolezza interiore, improntata alla massima sobrietà e purezza. Questa condotta presuppone che l'autentico ermetista si ponga al servizio della Conoscenza, non il contrario. Tuttavia, sovente si incontrano individui persuasi del fatto che il sapere sia asservito ai loro voleri (e poteri). Un convincimento ormai diffuso nel vasto e controverso panorama esoterico, vera e propria "forma mentis" correlata alla tristemente nota sindrome d'onnipotenza. Un elemento dissonante e problematico, tipico di soggetti in preda a inquietanti frustrazioni, i quali anelano a una rivincita nella vita nascondendosi dietro non meglio identificate facoltà sovrumane...". All'interno del sito delle Rebis, nell'Appello agli Ermetisti - per una fratellanza Ermetica Kremmerziana (che rinveniamo in forma approfondita anche a pag 117 di Elixir). viene presentata ufficialmente la "nuova" corrente kremmerziana: "Un gruppo di validi studiosi di ermetismo ha voluto avviare con questo importante appello l'opera benemerita di ricostruzione e ricostruzione finalmente su premesse serie e affidabili, della Fratellanza di Myriam delle origini e del vero insegnamento di G. Kremmerz con l'obiettivo di trasmettere tutti i tesori pervenuti attraverso la generosa donazione del maestro e i rituali consacrati dalla tradizione". Scrivono su Elixir i promotori della Accademia Kremerziana Napoletana che sta dando corpo, materia e spirito allo splendido e disinteressato progetto: "L’Accademia Kremmerziana Napoletana col sostegno di tutti coloro che ne fanno parte, insieme e in accordo con altri gruppi di studiosi italiani di ermetismo, ha voluto avviare un tentativo di riunificazione e rifondazione della Fratellanza Ermetica Kremmerziana, nella quale confluiranno sia l’Accademia che i gruppi suddetti su base federativa". Un accadimento di portata storica, come già spiegato, che necessita di validi contributi vista l'elevatezza di un ideale sacro ed ermeticamente inviolabile.

La purezza dottrinale dell'ermetismo

   Come afferma Fernando Hahasiah Picchi: "Lo scrivente si reputa un mero strumento che presta la sua opera per costruire e avviare questa nuova organizzazione, senza niente chiedere per sé e pronto a farsi da parte, lasciando il campo ai giovani, appena il Consiglio dei Presidi lo riterrà opportuno...". Parole degne di un autentico ermetista, di colui che ha messo da parte gli sterili personalismi a favore di una causa suprema e sacrale, un esempio da seguire. L'Accademia Kremmerziana Napoletana ci informa che: "L'ermetismo, nella sua purezza dottrinale, ha sempre racchiuso germi evolutivi...". Questa frase contiene elementi di rilievo che pongono in luce la fecondità del seme occulto che deve germinare e dare vita alla realizzazione. In questi tempi in cui le Religioni che - anticamente possedevano l'Arcano - sono solo meri e vuoti contenitori di un sapere profano e hanno perduto le basi operative che menavano alle alte Verità ermetiche, il ricordo del Kremmerz riaffiora con rinnovato vigore. Il maestro di Portici, infatti, nel secolo scorso tentò di dare vita a una Schola volta a introdurre le persone di buona volontà nel tempio sapienziale, consentendo loro di accedere alle Conoscenze della Tradizione. Mediante questo processo si operava l'ascenso evolutivo di ciascun individuo e si determinava inoltre l'aiuto ai sofferenti per mezzo della Terapeutica magica. Come sottolinea il Kremmerz, la luce dell'Ermete (il Genius interno) si sarebbe manifestata nell'interiorità dell'ermetista conducendolo verso l'integrazione e la visione diversificata del mondo esteriore e interiore, che si sarebbe palesato nella sua totalità diversamente rispetto alla visione profana precedente all'iniziazione. L'evoluzione ermetica delle dottrine secrete (da secernere) non è stagnazione ma progresso interiore e realizzazione di uno stato trasmutativo profondo.

Il Mondo Secreto

   Nel secondo volume del Mondo Secreto. Avviamento alla Scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz (Edizioni Rebis, Viareggio 1982) è riportato quanto segue: "Leggendo e meditando gli scritti di Giuliano Kremmerz è possibile percepire l'atmosfera di una diversa dimensione al di fuori della bassa materia, in cui si intuisce la parola o il saluto di Elia, quell'Elia che i Rosa+Croce salutavano come Nunzio della Sapienza e Spirito di Luce, una Luce ideale nella quale il Kremmerz sperava di vedere riuniti tutti gli spiritualisti italiani. Il Maestro ha tracciato il solco e gettato i semi per coloro che aspirano con ferma volontà a una realizzazione interiore, a raccogliere il frutto di un lavoro profondo di effettivo rinnovamento spirituale, individuale e collettivo, quale concreto contributo al Bene e alla Verità. A questa alto ideale si è ispirata magistralmente l'opera di Giuliano Kremmerz, un vero Adepto il cui Sole iniziatico diffonde ancora i suoi raggi nelle tenebre materialiste della nostra epoca, quale unico faro nel sacro porto sapienziale che attende i vascelli vittoriosi dei ricercatori della Grande Opera". Concetti elevati che ci dicono di operare senza divisioni, ma uniti. Senza separazione di sorta, ma fusi in un unico ideale che deve trasmutare la materia pesante a favore di uno stato superiore che consenta di realizzare l'Arcano attraverso un ascenso di Luce fecondante, capace di rinnovare e trasmutare la natura profana a favore di una personalità di ordine trascendente. Le parole di Fernando Hahasiah Picchi, in uno scritto che presenta le motivazioni di questa nuova corrente ermetica, nel rispetto della tradizione kremmerziana, sono significative e si ricollegano a quanto da poco esposto. Leggiamole insieme: " Carissimi, in questi ultimi tempi ho sentito, proveniente da più parti, sempre più viva l’esigenza di ricostituire un’associazione kremmerziana a livello nazionale e mi sono assunto il gravoso compito di tentare di operare la riunificazione dei molti gruppi kremmerziani oggi operanti nel nostro Paese. Scopo principale di questa riunificazione vuole essere quello di tramandare l’insegnamento a noi amorevolmente trasmesso da Kremmerz a coloro che verranno dopo di noi, perché noi che abbiamo avuto la fortuna di ricevere dobbiamo anche sentire il dovere di dare. Scopo secondario, ma non meno importante, è quello di offrire una casa sicura alle anime che cercano una via per la propria evoluzione. [...]". Appare evidente la nobiltà di intenti che anima la concretizzazione di tale obiettivo e il traguardo che si vuole raggiungere nel pieno rispetto degli ideali myriamici. Nell'editoriale del settimo Elixir, tra l'altro, vengono esternate alcune considerazioni legate alla iniziazione e alle sue vere finalità. Ritengo in merito interessante esporre alcune parti salienti: "Nei numeri precedenti di Elixir, come in alcuni scritti del presente, crediamo di aver esposto il più chiaramente possibile il nostro concetto e la nostra posizione a proposito dell'iniziazione. Ritorniamo in breve sull'argomento (che riprenderemo più ampiamente in futuro) per tentare di rendere ulteriormente comprensibili alcuni punti che consideriamo essenziali e soprattutto per proporre una risposta alle numerose lettere e e-mail pervenuteci su questo tema delicato e importante. "Iniziare vuol dire Cominciare. Initium, principio. Nessuno dà la fine", scrive il Kremmerz nella bellissima quanto malinconica introduzione del 1917 alla ristampa del suo "avviamento alla scienza dei Magi". Potremmo aggiungere che aldilà di quanto ordinariamente si scrive e si è portati a pensare, ovvero che "l'iniziazione è di tutti" e che, bene o male, una "via" è a disposizione di ogni interessato dotato di un minimo di motivazione, in realtà dovrebbe risultare ben chiaro che "non è per tutti" per il semplice motivo che, come già efficacemente osservato e ribadito, se è vero che a chiunque è teoricamente consentito imparare e utilizzare matite e pennelli o strumenti musicali per diletto, è altrettanto innegabile che se non si è dotati di talento e vocazione innati - nonché tanta applicazione e disciplina - non si diverrà mai autentici pittori o musicisti e tantomeno "artisti", anche se si disponesse dei colori di Leonardo o di uno Stradivari". Si comprende, da quanto citato, che pur se in una prima fase verrà facilitato l'accesso alla realtà kremmerziana, in seguito si opererà una selezione naturale la quale, in maniera quasi spontanea, aprirà il passo ai maggiormente predisposti. E ancora: "È del tutto inutile in magia o alchimia possedere documenti originali o fotocopie di mirabolanti manoscritti supersegreti di ipermaestri da 8° dan se "la materia non si anima". Da non dimenticare che il percorso iniziatico corrisponde, se svolto seriamente, a un impegno di vita che non può essere disgiunto o distinto dalla realtà umana, come alcuni credono e sperano, se non a costo di rocamboleschi compromessi o di un ragguardevole livello di consapevolezza. Nel senso che quella dell'iniziato non può essere considerata una maschera o una divisa da adattare  alle circostanze o da indossare quando utile e/o necessario a seconda delle contingenze. Iniziati si nasce...". Ogni commento a quanto esposto è ovviamente superfluo, vista l'estrema chiarezza e fondatezza dei concetti esternati.

 

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Stefano Mayorca - APPELLO AGLI ASPIRANTI DELLA LUCE

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Da Il Giornale dei Misteri, n° 444 del dicembre 2008

APPELLO  AGLI  ASPIRANTI  DELLA LUCE

Giuliano Kremmerz, l'Aureo Maestro che amava l'umanità sofferente

di Stefano Mayorca

 

   Quasi dormienti e celate, le antiche dottrine attendono di essere ridestate dal sonno millenario che le avvolge. Aspettano che il loro autentico insegnamento torni a nutrire le menti e gli animi di chi, predisposto e volenteroso, vuole solcare le impervie acque dell'oceano astrale. Solo epurando le numerose mistificazioni e le tante imitazioni, nate a uso e consumo dei più deboli, sarà possibile ricreare una struttura che sia incentrata sul disinteresse, sull'aiuto ai sofferenti. Non bisogna dimenticare, inoltre, la messe di falsi inverecondi attribuiti al maestro di Portici che sono presenti tanto in rete quanto a livello cartaceo; falsi dai titoli altisonanti, frutto di oscure macchinazioni e menti disturbate.

   Quando il maestro Giuliano Kremmerz, uomo e sapiente illuminato, dotato di un'umanità straordinaria, lanciò il celebre appello agli aspiranti della Luce, nuove energie e rinnovate correnti di pensiero sembravano convergere verso l'unificazione di una filosofia pratica di ordine ermetico. Leggiamo a riguardo quanto riportato a livello documentale nella premessa relativa al Mondo Secreto. Avviamento alla Scienza dei Magi, nelle Edizioni Rebis di Viareggio (volume primo, Viareggio 1982): "Sul finire del 1896, con un opuscolo di ventitré pagine nel quale il maestro Giuliano Kremmerz sintetizzava il programma della sua opera, annunciava la imminente pubblicazione, prevista per il febbraio del 1897, del primo fascicolo del Mondo Secreto. Avviamento alla Scienza dei Magi del Dott. Giuliano Kremmerz, stampato nonostante le non poche difficoltà incontrate, con il sostegno determinante del Kremmerz stesso, dalla libreria Detken & Rocholl di Napoli".

   Oggi, a distanza di tanto tempo, nonostante le diverse esperienze kremmerziane iniziate bene e in alcuni casi finite male, qualcosa si sta muovendo per restituire dignità e giustizia a questo maestro che tanto si prodigò per aiutare coloro che soffrivano ed erano soli e disperati. Come allora, molte difficoltà abbiamo incontrato per dare voce a quanto si sta concretando in maniera assolutamente disinteressata e gratuita. È incredibile che un'iniziativa storicamente tanto importante ed esente da qualsivoglia interesse personale trovi sul suo cammino ostacoli per la divulgazione di un messaggio luminoso, mentre i tanti ciarlatani che tengono corsi a pagamento per frodare il prossimo ricavino uno spazio sulle testate del settore e vedano reclamizzate le farneticazioni di cui sono autori e i brogli che li animano. Poco importa, ciò che davvero conta è che un gruppo di veri e seri ermetisti abbiano deciso di fondere assieme le diverse realtà kremmerziane con lo scopo di dissolvere le false associazioni che, in nome del maestro, proditoriamente proseguono ad alterare i suoi insegnamenti stravolgendo le finalità della fratellanza myriamica, arrecando danni irreparabili a una Scienza Sacra antichissima, umanitaria e sapienziale. Scienza che consente di pervenire a una realizzazione e a un ascenso ermetico di notevole livello.

   Questo mio appello giunge con un certo ritardo, visto che il 25 e 26 ottobre scorso si è tenuta a Padova l'assemblea costituente la nuova Fratellanza Kremmerziana, alla quale ha partecipato anche il sottoscritto. Si è trattato di un'esperienza unica e irripetibile, che ha riempito il mio cuore e la mia anima. Ringrazio il Giornale dei Misteri per lo spazio accordatomi e la sensibilità dimostrata. Tale struttura intende ricostituire una nuova organizzazione myriamica sulle basi della purezza e amore tramandataci dal Kremmerz. Una delle ragioni che hanno spinto alla nascita di questo organismo è la riunificazione dei molti gruppi kremmerziani sparsi nel nostro Paese.

   Tra i promotori di maggior rilievo, Fernando Hahasiah Picchi, ermetista onesto e di grande valore, dalle doti umane non comuni. Non meno determinante il supporto di Federico D'Andrea, la cui rettitudine in ambito iniziatico ed ermetico e la preparazione personale sono di sprone ed esempio a chi si avvicina alla complessa realtà di ordine iniziatico. Una parte importante ha rivestito per questa storica iniziativa anche la prestigiosa e seria testata Elixir. Scritti della Tradizione Iniziatica e Arcana, che ha pubblicato sull'ultimo numero (Elixir n° 7) l'appello agli ermetisti per una Fratellanza Ermetica Kremmerziana con queste parole: "Un gruppo di validi studiosi ha voluto avviare con questo importante appello l'opera benemerita di ricostituzione e ricostruzione finalmente su premesse serie e affidabili, della Fratellanza di Myriam delle origini e del vero insegnamento di G. Kremmerz con l'obiettivo di trasmettere tutti i tesori pervenuti attraverso la generosa donazione del maestro e i rituali consacrati dalla tradizione". Elixir sostiene attivamente e concretamente lo sviluppo di tale organizzazione.

   Spiega Picchi in un suo comunicato: "Carissimi, in questi ultimi tempi ho sentito, proveniente da più parti, sempre più viva l’esigenza di ricostituire un’associazione kremmerziana a livello nazionale e mi sono assunto il gravoso compito di tentare di operare la riunificazione dei molti gruppi kremmerziani oggi operanti nel nostro Paese. Scopo principale di questa riunificazione vuole essere quello di tramandare l’insegnamento a noi amorevolmente trasmesso da Kremmerz a coloro che verranno dopo di noi, perché noi che abbiamo avuto la fortuna di ricevere dobbiamo anche sentire il dovere di dare. Scopo secondario, ma non meno importante, è quello di offrire una casa sicura alle anime che cercano una via per la propria evoluzione. [...] Giunga a tutti Voi il mio caldo, fraterno e affettuoso abbraccio, insieme alla mia umile richiesta di aiuto affinché la mia iniziativa possa avere successo." Questo il senso di quanto si sta cercando di costruire.

   Per comprendere appieno la magistrale opera del Kremmerz, torniamo tra le pagine della Scienza dei Magi e in particolare nel contesto cartaceo relativo alla premessa delle Rebis già menzionata: "... La rivista ebbe un rapido sviluppo, riccamente fecondo e fu accolta con notevole entusiasmo da gran parte degli occultisti dell'epoca, raccogliendo adesioni e consensi superiori, secondo le stesse parole del Maestro, a ogni aspettativa". Nelle ultime pagine del Mondo Secreto, Kremmerz scriveva: "Eccomi alla realizzazione della mia opera. Dopo un tentativo di volenterosi, che non mi riguardava, per la fondazione di una società di ricerche psichiche, mi accinsi a portare alla conoscenza del pubblico uno schema di resurrezione della Fraternità Rosacruciana nella F+ Tm+ di Myriam. Mio scopo fu unico: schiudere la porta ermetica ai più ardimentosi e indicare ai discepoli, ai buoni, ai puri che una conquista grande era a farsi in nome della Carità e del Bene - cioè di tentare, fino alla completa riuscita, l'applicazione della teoria occultistica al sollevamento di tutti i mali fisici che le terapie ufficiali di tutti i paesi civili non guariscono e non sollevano".

   Continuando a esaminare la nota introduttiva, troviamo scritto che il programma di ardimento per un profano era semplicemente e altamente nobile nel suo fine e nel suo mezzo: "La scienza occulta, la filosofia magica non è più l'arte di compiere prodigi fachirici, non più oltre la scienza illustrativa e ingannatrice delle turbe bambine, non è il mezzo per arricchire coi numeri del lotto, con la ricerca dei tesori, con lo scoprimento di segreti di stato - invece è, dev'essere, sarà il fondamento di una scuola di sapienti nuovi che, sposando il moderno scetticismo sperimentale alla percezione delle leggi dell'invisibile occulto, rigenereranno la scuola terapica sacerdotale in cui gli dii della sanità si rivelano ai fedeli nelle visioni, nei sogni, nella certezza imponderabile della ragione pura e i miracoli esistevano e dii viventi davano di sé prova continua e costante". E ancora: "Il Mondo Secreto non sparisce: si trasforma nella realizzazione delle teorie nebulose e comincia l'esposizione della scienza della Medicina Ermetica, rivelazione della sintesi terapeutica della Rosa + Mistica".

   Concetti inequivocabili che puntualizzano la serietà del percorso magico-ermetico, lontano da sterili e dilettantesche visioni allucinate, condite con strapoteri o assurde capacità che nulla hanno a che vedere con l'autentica realizzazione e la terapeutica magica finalizzata in modo totalmente disinteressato ad alleviare i mali altrui. Per questa ragione è necessario accostarsi alle materie ermetiche con raziocinio e mente lucida. Ma, soprattutto, occorre avvicinarsi con un atteggiamento esente da quella condizione egoica che sovente inquina un cammino di ordine iniziatico, il quale deve essere scevro da tutte le scorie della personalità profana e volgare, dalle zavorre della natura inferiore culminante nell'ego. La Luce radiante e rifulgente dell'opera attende chi vuole accedere, con sacrificio e volontà, alle arche del sapere per contribuire alla conquista di una crescita e di un cammino che conduca verso un'evoluzione personale, offrendo al contempo la possibilità di aiutare il prossimo. Meta altissima e radiosa che deve spronare chi percorre il sentiero occulto.

   L'accesso alla realtà kremmerziana sarà inizialmente "facilitato" a chiunque, senza richieste economiche. Naturalmente in seguito verrà operata una selezione giacché, come ho avuto modo di scrivere diverse volte, l'iniziazione non è per tutti, necessita una predisposizione che consenta di maturare le dinamiche interiori di apprendimento. Come sottolineano i promotori dell'iniziativa di riunificazione: "In quest'epoca di crescita, ma anche di deviazione, epoca in cui si vedono prostituite, volgarizzate, derise, fraintese o utilizzate in modo "diabolico" le più alte Verità della Scienza dell'Uomo, Scienza che nell'antichità creò le civiltà e pose le basi per una evoluzione dei gruppi sociali umani; in quest'epoca in cui questa Scienza è stata smembrata e dei suoi pezzi, ormai logorati, sono state fatte trappole per sciocchi; in quest'epoca in cui i giovani e i meno giovani non trovano più alcuna scala di valori valida per una propria evoluzione; in quest'epoca in cui le Religioni, un tempo detentrici al loro interno della Verità, sono diventate vuoti simulacri di potere profano o pretesti per integralismi assurdi e violenti si ritiene utile, se non addirittura necessario, diffondere i valori umani, che furono base per l’evoluzione dell’umanità [...]La Tradizione è e resta patrimonio prezioso e inalienabile dell’umanità intera e non si presta a essere proprietà privata di una religione, un’associazione o una setta; pertanto essa non può essere trasmessa mediante designazioni, legati ereditari o quant’altro. Negli ultimi anni alcuni, nella foga di vantare supremazie, si sono arrogati diritti di successione, citando bolle di riconoscimento, più o meno spurie, timbri, lettere, archivi più o meno nutriti. Questi ‘diavoli’ (da diaballein = dividere), amando la creatura e non il creatore, hanno portato il caos dove occorreva l’ordine, dimenticando che per risvegliare in sé la voce dell’Ermete, che consente agli uomini di buona volontà di operare pro salute populi, occorre un preciso stato d’essere che permetta di entrare in contatto con le vere Intelligenze. L’Ermetista sa come raggiungere questo stato di coscienza superiore e indistruttibile: contando solo su se stesso continua la sua opera."

   Non mi resta che augurarvi di trovare la vostra strada e di pervenire alla conoscenza della vera Luce. Che la Forza vi accompagni sempre e l'Amore guidi i vostri passi.

 

 

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